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Artroscopia di spalla: chirurgia e riabilitazione

Artroscopia di spalla: chirurgia e riabilitazione

  • 5 February 2021
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Negli ultimi 20-30 anni l’intervento di artroscopia di spalla ha riscontrato sempre più successo, fino a diventare la tecnica chirurgica d’eccellenza nella risoluzione di alcune problematiche della spalla. Rispetto alle tradizionali operazioni “a cielo aperto”, questo intervento diminuisce il dolore, i giorni di degenza e risulta funzionalmente ed esteticamente più valido. La riabilitazione risulterà avere tempi più brevi e il fisioterapista provvederà a creare un programma incentrato sulla tua persona, che tu sia un atleta, un pensionato o debba ricominciare a svolgere il tuo lavoro. Se devi essere operato, o ti hanno consigliato un intervento alla spalla in artroscopia, questo articolo risponderà alle domande principali che potresti porti.


Artroscopia di spalla: cos’è?

L’operazione alla spalla in artroscopia è un tipo di intervento chirurgico minimamente invasivo che si avvale dell’utilizzo di una piccola telecamera. L’intervento può avere duplice funzione: diagnostica, ovvero in grado di determinare la causa del problema, e terapeutica, cioè utilizzabile per risolvere effettivamente il problema. Vediamo di seguito alcuni dei motivi che possono aver portato il chirurgo a consigliarti un’artroscopia alla spalla:

  • Lesioni tendinee
  • Lesioni di Bankart, frequenti dopo lussazione
  • Instabilità di spalla
  • Impingement sub-acromiale o “sindrome da conflitto sub-acromiale”
  • Tendiniti calcifiche
  • Capsulite adesiva o “spalla congelata”

Secondo una revisione del 2019, nella sindrome da conflitto, gli interventi alla spalla in artroscopia non danno miglioramenti significativi nel dolore, funzione e qualità di vita rispetto a esercizi, trattamenti non chirurgici o addirittura placebo. Allo stesso modo un paziente con spalla congelata può migliorare grazie a un programma riabilitativo e optare per l’intervento solo in caso di fallimento. Anche il dolore dovuto alle calcificazioni spesso si risolve con altri tipi di approcci non invasivi. Dove è possibile un trattamento conservativo è sicuramente da preferire la fisioterapia rispetto all’intervento. Se sei indeciso prova a chiedere al tuo specialista se un approccio riabilitativo può giovare, in caso contrario l’artroscopia alla spalla è una tecnica chirurgica ampiamente approvata.


Ma come si esegue l’artroscopia della spalla?


L’intervento viene fatto sotto anestesia. Il chirurgo in base alla sua esperienza ti metterà nella posizione che più gli permette facilità di manovra. Esistono due tipi fondamentali di posizionamento:

  • di lato o in “decubito laterale” sul fianco opposto, con il braccio interessato mantenuto in elevazione.
  • in “beach chair”. Come suggerisce il nome, la posizione è simile a quella che utilizzi quando cerchi di prendere il sole semi-sdraiato sul lettino.

Il team operativo provvederà a disinfettare la zona e procederà con l’inserimento di una piccola telecamera collegata ad uno schermo che permetterà di vedere l’interno della spalla senza creare ferite importanti. In questo modo, oltre a diminuire la probabilità di rischi infettivi, si avranno notevoli miglioramenti dal punto di vista estetico e funzionale. Gli altri apparecchi chirurgici verranno inseriti senza creare più di tre fori di 0,5-1 cm. Se il motivo del tuo intervento è la riparazione di un tendine lesionato, il chirurgo provvederà a riportare il lembo del tendine strappato nella sua inserzione tramite ancorette di vario materiale. Se il problema riguarda l’articolazione, come per esempio nella sindrome da conflitto, nella spalla congelata o per la presenza di calcificazioni, si procederà con la rimozione del tessuto responsabile e si passerà alla pulizia interna di corpi estranei. Una volta terminato l’intervento, il chirurgo procederà alla chiusura delle piccole incisioni.

intervento artroscopia spalla
Come appare dall’esterno un intervento di artroscopia di spalla dove vengono in genere incisi 3 fori.

Quanto dura il dolore dopo artroscopia di spalla?

Come ti sarai sicuramente sentito rispondere, siamo tutti diversi e ognuno vive l’esperienza dolorosa a modo suo. Subito dopo l’intervento sarai ancora sotto effetto dell’anestesia, mentre nelle ore e giorni successivi i farmaci prescritti, come antinfiammatori e antidolorifici, ti aiuteranno nel controllo del dolore. Salvo complicanze (di cui parlerò in un altro paragrafo) il dolore andrà via via ad affievolirsi col tempo. Quando inizierai la fisioterapia potrà succedere che sentirai un po’ più male rispetto all’inizio, perché dovrai muovere la spalla dopo quello che è pur sempre un evento traumatico, seppur di natura chirurgica. Affidati al tuo fisioterapista che controllerà l’andamento della sintomatologia dolorosa e saprà trattarti adeguatamente.


Quanto dura l’intervento di artroscopia di spalla?

Salvo complicazioni, l’intervento di spalla in artroscopia impiega meno tempo di uno “a cielo aperto”. Per le artroscopie di tipo diagnostico in circa 30 minuti l’operazione dovrebbe concludersi. Se si tratta di un intervento a scopo terapeutico la procedura può richiedere anche un ora o un’ora e mezza, ma può variare in base alla complessità dell’operazione.


Complicanze artroscopia di spalla

Nonostante sia indubbio che l’artroscopia di spalla abbia molte meno complicazioni rispetto a un intervento tradizionale, esiste comunque il rischio di incorrere in problematiche. Possiamo considerare complicazioni generali, per tutti i tipi di artroscopia, e complicazioni specifiche, secondo il tipo di intervento a cui ci si sottopone. Nel primo caso in particolare le artriti settiche (infettive) si verificano in meno dell’1% di tutte le artroscopie. Le infezioni sono 10 volte meno comuni delle problematiche neurologiche e avvengono principalmente dopo intervento ai tendini della spalla in artroscopia, per riparazione della cuffia dei rotatori. Tra le complicanze specifiche troviamo instabilità ricorrenti future, lesioni di tessuti molli, sofferenza nervosa, fallimento dell’impianto, fratture secondarie o necrosi della capsula articolare. Non devi però spaventarti perché la percentuale di casi è bassa, tra il 5,8 e il 9,5% di tutti gli interventi. Sembrerebbe che anche il posizionamento del paziente possa essere rilevante. Nella posizione in decubito laterale potrebbero esserci maggiori complicanze neurologiche, dovute al fatto che il braccio del paziente si trova trazionato, o potenziali ostruzioni delle vie aeree. Nella posizione in “beach chair” invece troviamo più spesso eventi di desaturazione cerebrale, quindi il team operativo controllerà la posizione di collo e testa. In realtà sia uno che l’altra offrono vantaggi come svantaggi e sta all’esperienza del chirurgo decidere quale utilizzare. Un’adeguata selezione dei pazienti, l’attenzione ai dettagli, il monitoraggio post-operatorio possono minimizzare i problemi o per lo meno accompagnarli verso una più veloce risoluzione.


Artroscopia di spalla: tempi di recupero

In questo paragrafo cercherò di darti un’idea delle tempistiche necessarie per recuperare completamente dopo questo tipo di intervento. Bisogna sempre ricordare che i tessuti richiedono una finestra di tempo di pochi mesi per la riparazione fisiologica che non deve essere forzata. Per quanto riguarda la riparazione della cuffia dei rotatori la procedura richiede l’utilizzo di un tutore che tenga immobilizzata la spalla, ma dia al gomito e alla mano libertà di movimento. Questo richiede dalle due alle quattro settimane. Nel mondo fisioterapico si stanno attualmente studiando protocolli meno restrittivi, che permettano una mobilizzazione precoce, con risultati incoraggianti. Per le instabilità di spalla o lesioni Bankart riparate in artroscopia, il tutore dovrà essere indossato per quattro settimane con un completo recupero articolare durante i successivi tre mesi e una graduale ripresa della forza dopo circa la sesta settimana post intervento. In entrambi i casi, il recupero completo di movimento e forza di solito varia dai 3 ai 6 mesi. A circa 2 mesi dall’intervento si possono praticare attività leggere come guidare l’auto. Per il ritorno all’attività lavorativa e atletica si parla del quarto o sesto mese successivo all’operazione. Per l’artroscopia dovuta a conflitto sub-acromiale, quando non sono interessati i tendini, si può iniziare direttamente con la riabilitazione post-intervento. Nelle asportazioni delle calcificazioni il tutore viene indossato solo per pochi giorni. In questi casi il percorso riabilitativo sarà più breve. Indubbiamente i tempi di recupero sono soggetti a variabilità anche in considerazione del singolo individuo e dei suoi miglioramenti.


Riabilitazione artroscopia spalla: cosa fare?

Il programma riabilitativo va concordato con chirurgo e fisioterapista per assicurare la buona riuscita dell’intervento e il ritorno alla vita quotidiana, lavorativa e sportiva. Gli obiettivi della fisioterapia, oltre a controllare il dolore, sono:

  • recuperare tutto il range articolare, ovvero riuscire a muovere su tutti i piani dello spazio la spalla, tramite mobilizzazioni passive, attive-assistite e attive con il fisioterapista.
  • rinforzare la muscolatura della spalla con esercizi via via più complessi.
  • allenare la propriocezione, ovvero la capacità di percepire i movimenti delle articolazioni nello spazio sia in statica che in dinamica, caratteristica fondamentale negli atleti e non solo.
  • inserire esercizi che rimandino alle attività lavorative e sportive per assicurarsi che, una volta terminata la fisioterapia, il paziente si senta al sicuro anche al di fuori del contesto riabilitativo.

Anche se non sempre viene insegnato, sarebbe utile istruire il paziente su esercizi di mobilizzazione del tronco, del collo, del gomito e della mano da fare anche durante l’uso del tutore. Il programma e gli esercizi saranno diversi a seconda della tipologia di problematica: una persona operata per capsulite adesiva dovrà muovere il prima possibile la spalla. Per coloro che hanno avuto una lesione alla cuffia dei rotatori sarà necessario focalizzarsi soprattutto sul rinforzo muscolare, così come per le spalle instabili, che avranno bisogno di un programma di allenamento volto a garantirne la protezione. Ognuno avrà bisogno del suo tempo per ottenere questi risultati e non dovrai demoralizzarti se non raggiungerai ogni step nel minor tempo possibile.

artroscopia spalla tempi di recupero
Dopo intervento di spalla la fisioterapia aiuta a ripristinare la forza e la mobilità dell’articolazione.

Conclusione

L’ intervento e la riabilitazione post artroscopia di spalla fondano il loro successo sulla capacità di lavorare in equipe multidisciplinare: il chirurgo garantirà la buona riuscita dell’intervento e il fisioterapista si prenderà carico della riabilitazione. In entrambe le figure professionali il paziente pone delle aspettative: il tuo fisioterapista saprà considerare i tuoi obiettivi e creare un programma di riabilitazione adeguato e incentrato su di te per considerarti non solo una spalla operata, ma una persona che va reinserita nel suo contesto quotidiano, lavorativo e sportivo.


Fonti


Dott.ssa Andrea Vernocchi

Dott.ssa Andrea Vernocchi

Mi sono laureata in Fisioterapia presso l’Università di Bologna nel 2017.

Da tre anni collaboro come libera professionista in uno studio di fisioterapia a Forlì, lavorando prevalentemente con pazienti con disturbi di tipo neuro-muscolo-scheletrico e ortopedico. Sono disponibile anche per sedute fisioterapiche a domicilio.

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