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Artrosi acromion claveare: cura e riabilitazione

Artrosi acromion claveare: cura e riabilitazione

  • 25 March 2021
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L’artrosi acromion claveare è una delle più comuni e debilitanti patologie della spalla, può avere diverse cause ed è spesso misconosciuta in favore di altre condizioni, quali la borsite sotto acromiale o la tendinopatia della cuffia dei rotatori. Per osteoartrosi acromion clavicolare si intende un processo degenerativo a carico della cartilaginedell’articolazione acromion claveare, caratterizzato da dolore e limitazione nei movimenti del braccio. 

Per capire bene di cosa stiamo parlando e scoprire quali sono i rimedi più efficaci, partiamo dall’anatomia e vediamo com’è fatta l’articolazione acromion claveare.


Acromion claveare: cos’è? 

L’ acromion claveare è un’articolazione della spalla formata dalla clavicola e dall’acromion, una prominenza ossea anteriore della scapola. È avvolta da un tessuto capsulare lasso e rinforzata da diversi fasci legamentosi che ne stabilizzano il movimento nelle varie direzioni. Internamente è presente un piccolo spazio virtuale ricco di liquido sinoviale e un disco fibrocartilagineo, simile ad un menisco, che agisce da cuscinetto tra le due estremità ossee. Strutturalmente collegata alla scapola e al torace, questa articolazione riveste un ruolo molto importante nella mobilità complessiva della spalla, contribuendo fino a 1/5 della rotazione clavicolare complessiva. Sulla sua superficie trovano inserzioni diversi gruppi muscolari, tra cui il deltoide anteriore, il trapezio superiore e il dentato anteriore, che provvedono alla stabilità dinamica dell’acromion clavicolare.

Ti risulterà ora facile capire come l’acromion claveare sia un’articolazione estremamente importante che, seppur di piccole dimensioni, è in grado di lavorare come un perno assorbendo grandi forze meccaniche nei movimenti a braccio alzato.


Artrosi acromion claveare: cause

L’artrosi acromion claveare può avere numerose cause1:

  • La degenerazione del disco fibrocartilagineo
  • Un’artropatia post traumatica o infiammatoria
  • L’osteolisi distale della clavicola
  • L’artrite settica
  • L’instabilità articolare
  • La sindrome da conflitto sub-acromiale

Come il menisco del ginocchio, il disco presente all’interno dell’articolazione acromion clavicolare può andare incontro a degenerazione esponendo a usura la cartilagine articolare e al conseguente sviluppo di una patologia artrosica. Ad ogni modo, questo processo è presente anche in persone sane e potrebbe essere più facilmente associabile all’invecchiamento. Invece, traumi diretti, come una caduta sulla spalla, o micro-traumatismi ripetuti, come gesti ripetitivi delle braccia, sono maggiormente responsabili di questo problema nei soggetti giovani e sportivi. Analogamente, anche l’instabilità, diminuendo la congruenza articolare ed aumentando lo stress meccanico sui tessuti, può portare ad un progressivo fenomeno artrosico. Infine, le artropatie infiammatorie, tra cui l’artrite settica, sebbene rare, possono essere causa di artrosi acromion claveare e vanno opportunamente inquadrate per un corretto iter terapeutico.

Queste che ti ho appena descritto sono solo alcune delle cause che possono contribuire alla degenerazione artrosica ma va precisato che, avere una di queste condizioni, non significa necessariamente avere l’artrosi e soprattutto, non è affatto detto che si sviluppino i sintomi associati.

Infatti, la presenza di alterazioni artrosiche acromion claveari è stata osservata nel 65% di soggetti completamente asintomatici2.


Artrosi acromion claveare: sintomi

sintomi più frequentemente descritti nell’artrosi acromion claveare sono3:

  • Dolore, generalizzato alla spalla, prevalentemente localizzato nel suo aspetto antero-superiore ed evocato dal movimento.
  • Riduzione della mobilità, a causa del dolore, solitamente nei movimenti di alzare il braccio verso l’alto o incrociando la linea mediana del corpo, ad esempio raggiungendo con la mano la spalla opposta.
  • Rumori articolari associati al movimento o sensazione di qualcosa che sfreghi.

Visivamente è talvolta possibile riscontrare gonfiore localizzato o deformità dei profili ossei e la palpazione del punto doloroso può aggravare i sintomi.

I sintomi qui descritti sono comunemente riscontrabili in molte altre patologie cervicali e di spalla, per cui è molto importante ricevere un corretto screening da un professionista sanitario per accertare che il tuo dolore sia dovuto ad un artrosi acromion claveare. Inoltre, raramente questa condizione si presenta in maniera isolata, ed un fisioterapista o un medico possono aiutarti a identificare le diverse condizioni sottostanti al fine di affrontare il miglior percorso di cure.

Ricorda: come detto prima la radiografia può essere utile ad evidenziare la presenza di alterazioni osteoartrosiche quali la diminuzione dello spazio articolare, la presenza di cisti, osteofiti o sclerosi sub condrale ma questo non significa necessariamente avere dolore. Se hai dunque i sintomi elencati sopra aspetta a sottoporti ai raggi X, rivolgiti prima ad uno specialista, non è detto che per risolvere il tuo dolore sia necessario fare uno di questi esami.


Artrosi acromion claveare: cura

La cura per l’artrosi acromion claveare si basa principalmente su un primo approccio conservativo, costituito da:

– fisioterapia

– modifica delle attività provocative

– terapia farmacologica ed eventualmente utilizzo di infiltrazioni intra-articolari.

La fisioterapia permetterebbe di recuperare la mobilità della spalla, la flessibilità e la forza dei muscoli scapolari e della cuffia dei rotatori. 

La modifica delle attività consiste, invece, nell’evitare i movimenti più aggravanti, individuando delle strategie per poter ugualmente svolgere le mansioni abituali. Ad esempio, spostare la tracolla della borsa della spalla dolente a quella sana potrebbe permettere ad una signora di continuare ad indossare l’accessorio senza quel tipico indolenzimento dato dalla compressione della fibbia sull’articolazione. Se invece il dolore fosse evocato dall’indossare una maglietta, cominciare a vestire prima il braccio malato è un espediente semplice e immediato per prevenire la comparsa del dolore. Ogni fisioterapista può aiutarti a trovare le soluzioni più adatte a seconda di quelle che sono le tue necessità motorie. Addirittura, nei casi più gravi, l’utilizzo di una fasciatura per alcuni giorni potrebbe ridurre lo stress sulla spalla, aiutando a controllare i sintomi.

L’assunzione di analgesici o antinfiammatori, ovviamente sempre dietro prescrizione medica, può contribuire alla gestione del dolore nel breve termine.

Controverso è il ruolo delle infiltrazioni, sembrerebbe infatti che l’iniezione di cortisone o di un anestetico all’interno dell’articolazione possa dare un beneficio immediato sul dolore ma solo il 28% dei pazienti riferisce una risoluzione dei sintomi a 4 settimane. Ad ogni modo, l’efficacia di questa procedura sembra aumentare quando eseguita sotto guida ecografica poiché il corretto inserimento dell’ago all’interno della capsula è spesso difficoltoso a causa del ridotto spazio articolare.

Il fallimento della terapia conservativa, associato a persistenza del dolore e perdita progressiva della funzione della spalla, favorirebbe, in alcuni casi, la rimozione chirurgica della porzione clavicolare, solitamente praticata a cielo aperto o in artroscopia.

Prima di arrivare a considerare la soluzione chirurgica abbiamo visto essere disponibili un ampio spettro di terapie non invasive che possono portare alla risoluzione del problema.

Il fisioterapista può intervenire con tecniche manuali dirette alle articolazioni della spalla e della colonna cervico-dorsale per alleviare il dolore e diminuire la tensione dei tessuti molli. Può guidarti inoltre a sviluppare strategie motorie che evitino i movimenti più provocativi del braccio, insegnandoti a rispettare i tempi di guarigione del tuo corpo.

Parte integrante della fisioterapia è l’esercizio terapeutico, che sarà l’arma principale contro l’artrosi acromion claveare. Infatti, il trattamento non dev’essere tanto finalizzato a modificare le alterazioni artrosiche presenti, come la cura della vecchiaia non può essere basata sull’eliminazione dei capelli bianchi, ma a ridurre i sintomi e mantenere una buona funzione della spalla.

L’esercizio, come ogni forma di terapia, necessita di una prescrizione personalizzata che tenga conto delle limitazioni e dei punti di forza di ogni paziente, e in questo senso, può essere mirato e quanto più specifico per le singole disfunzioni di movimento. Consulta sempre uno specialista della riabilitazione prima di intraprendere qualunque tipo di attività, non è affatto detto che gli esercizi che faceva un tuo amico con un problema simile siano gli stessi che dovrai fare tu.


Artrosi acromion claveare: quali esercizi fare

Ecco alcuni esercizi che potrai fare in caso di artrosi acromion claveare. Semplici ed eseguibili in piena autonomia, ciò che sto per proporti avrà lo scopo iniziale di assistere un movimento altrimenti doloroso, progredendo poi attraverso la diminuzione delle facilitazioni e l’aggiunta di resistenze esterne. A seconda di quale sia la tua condizione potrai iniziare da una di queste fasi, ma ricordati sempre di aumentare progressivamente la difficoltà man mano che le tue capacità migliorano.

FASE INIZIALE: Esercizi per il recupero/ mantenimento della mobilità

  • Seduto o in piedi, mantenendo le braccia lungo i fianchi, solleva le spalle in direzione delle orecchie (come a voler fare le spallucce) e riportale verso il basso cercando di allungarle verso terra come a voler toccare i talloni. Cerca di fare il movimento più ampio possibile compatibilmente con il dolore.
  • Seduto o in piedi, mantenendo le braccia lungo i fianchi, porta prima il petto in fuori cercando di chiudere le scapole dietro la schiena e poi in avanti protraendole il più possibile. Cerca di fare il movimento più ampio possibile compatibilmente con il dolore.
  • Seduto o in piedi, sostieni dal gomito il braccio dolente con quello sano, e, attraverso il movimento di quest’ultimo, solleva la spalla malata e portala verso la spalla opposta. Puoi ripetere l’esercizio a gradi diversi di elevazione, a seconda di quale sia la posizione più limitante. Cerca di fare il movimento più ampio possibile compatibilmente con il dolore
  • Seduto davanti ad un tavolo, appoggia entrambe le mani sul piano e falle scivolare in avanti piegandoti in avanti con il tronco. Cerca di fare il movimento più ampio possibile compatibilmente con il dolore.

Esegui fino a 30 ripetizioni per ogni esercizio, tutti i giorni, anche due volte al giorno se ne hai la possibilità. Quando ti sarà possibile eseguire ognuno di questi movimenti senza dolore o difficoltà passa alla fase successiva.

FASE INTERMEDIA: Esercizi per il recupero/ mantenimento della mobilità ed incremento della forza

  • Come prima ma impugna dei pesetti (fino a 3kg per parte) o reggi una fascia elastica fissata sotto i piedi. Ripeti lo stesso movimento avendo cura di controllare la salita e la discesa delle spalle in modo lento, ritmico e continuo.
  • Come prima ma impugna un bastone con le mani stendendo le braccia dritte davanti a te. Ora porta il bastone al petto cercando di chiudere le scapole dietro la schiena e poi allontanalo il più possibile. Esegui un movimento lento, ritmico e continuo (Foto 2).
  • Come prima ma non sostenere il braccio dolente con quello sano. Muovi la mano della spalla malata in direzione del lato opposto del corpo, cercando di raggiungere ora il fianco opposto, ora l’ascella, ora la spalla e infine l’orecchio. Esercitati inizialmente davanti ad uno specchio cercando di correggere movimenti scomposti.
  • Seduto o in piedi, impugna un bastone con entrambe le mani e sollevalo in alto fin sopra alla testa. Esegui un movimento lento, ritmico e continuo, ricercando inizialmente la correzione davanti ad uno specchio.

Comincia da 5-10 ripetizioni, quelle che riesci a fare senza aggravare i sintomi, e aumenta progressivamente sino a poterne fare una trentina. Puoi esercitarti tutti i giorni, anche due volte al giorno se ne hai la possibilità.

FASE AVANZATA: Esercizi per il recupero/ mantenimento della mobilità ed incremento della forza

Se sei arrivato a questo punto dovresti riuscire a compiere quasi tutti i movimenti attivi del braccio con efficienza e minimo dolore. Bravo, l’esercizio sta dando i suoi frutti, non arrenderti e continua ad allenarti.

  • Siediti su di una sedia con i braccioli e utilizza la spinta delle braccia per cercare di sollevare il sedere. Mi raccomando, aiutati anche con le gambe per scaricare una parte del peso. In alternativa puoi metterti in piedi tra due sedie e, appoggiando la mano sullo schienale di ognuna, compi lo stesso movimento andando verso il basso e verso l’alto piegando e stendendo le braccia
  • In piedi, con le braccia tese, appoggia le mani sulla parete davanti a te. Sposta indietro i piedi di un passo e lascia che, piegando le braccia, il tronco si avvicini al muro. Ritorna alla posizione di partenza facendo forza con le braccia e raddrizzando i gomiti.
  • Come prima ma impugna un peso. Comincia con 0,5 kg poi progredisci aumentando il peso di mezzo chilo in mezzo chilo man mano che sarai in grado di eseguire senza problemi una quindicina di ripetizioni.
  • Come prima ma impugna un peso. Comincia con 0,5 kg poi progredisci aumentando il peso di mezzo chilo in mezzo chilo man mano che sarai in grado di eseguire senza problemi una quindicina di ripetizioni.

Anche qui comincia con poche ripetizioni e aumenta progressivamente l’intensità man mano che la tua capacità migliora e il dolore non peggiora. In questa fase puoi ridurre il numero delle sessioni, arrivando progressivamente a 3 sedute la settimana man mano che il braccio riprende a muoversi con maggiore sicurezza. Per arrivare a questo punto saranno necessari anche due- tre mesi di esercizio, ma se sei constante e paziente i risultati non tarderanno ad arrivare.


Conclusione 

L’artrosi acromion claveare è un processo patologico caratterizzato da degenerazione artrosica dei capi articolari dell’acromion e della clavicola. Può avere diverse cause e si presenta spesso associata ad altre problematichedella spalla. Il dolore al movimento è il sintomo principale ed è riferito principalmente nella zona davanti e sopra la spalla. Vi sono diverse possibilità terapeutiche, prime tra tutte la fisioterapia e l’esercizio fisico, anche eseguito in autonomia, che possono aiutare a recuperare la mobilità e la forza. Nel caso di fallimento della soluzione conservativa, si può considerare l’intervento chirurgico, ma, nel frattempo, rimboccati le mani e prova con gli esercizi descritti sopra.


Fonte

  1. Mall, N. A., Foley, E., Chalmers, P. N., Cole, B. J., Romeo, A. A., & Bach, B. R. (2013). Degenerative joint disease of the acromioclavicular joint: A reviewThe American Journal of Sports Medicine41(11), 2684–2692. https://doi.org/10.1177/0363546513485359
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2 Comments

  •  1 anno ago

    Molto utile ed esaustiva la spiegazione di questa patologia che a me è stata diagnosticata attraverso una risonanza magnetica.Dopo un periodo di antinfiammatori che mi hanno dato un risultato immediato ma di poca durata sono passata ad un approccio conservativo con sedute di fisioterapia.Seguo da 1 mese e mezzo gli esercizi che mi ha insegnato la fisioterapista e combino con quelli che propone Lei.Risultati?Il dolore forte mi è passato e ho recuperato una bella parte del movimento della spalla.Ottimi consigli da seguire con molta pazienza però.

  • Ho visto ora è incomincerò gli esercizi…ho integrità tendini flogosi articolazione acromion claveare flogosi a carico muscolo sovraspinoso della spalla Dx

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