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Borsite gomito: come curarla?

Borsite gomito: come curarla?

  • 7 October 2021
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La borsite di gomito è una condizione molto comune in cui la borsa, ovvero una piccola sacca posizionata al livello della protuberanza ossea del gomito, si infiamma. Tale processo infiammatorio può essere scatenato sia da un processo infettivo che da un processo non infettivo generalmente dovuto quest’ultimo a microtraumi ripetuti. Per prima cosa dunque vorrei rassicurarti sul fatto che avere un gomito gonfio a causa di una borsite di gomito è una condizione molto comune ma che comunque, date le cause molto varie, necessita di approfondimenti diagnostici per essere inquadrata e trattata al meglio.

Borsite gomito
Esempio di borsite di gomito

Borsite gomito: cos’è?

La borsite del gomito è quindi un aumento anomalo del volume di liquido all’interno della borsa olecranica (l’olecrano altro non è che la protuberanza ossea del gomito). La borsa olecranica è una piccola sacca che si trova interposta tra la cute e l’osso più sporgente del gomito, l’olecrano appunto. In condizioni di normalità tale borsa è sgonfia e il suo ruolo è quello di permettere un miglior scivolamento dell’osso rispetto alla cute. La sua posizione superficiale e la sua scarsa vascolarizzazione però la rendono particolarmente vulnerabile a lesioni e infiammazione. Una volta infiammata tale sacca si gonfia e diventa vistosa (si può gonfiare fino a raggiungere le dimensioni di una noce) divenendo anche dolorosa per il paziente.

borsa gomito
Dove si trova la borsa del gomito?

Gomiti gonfi: cause

Una delle cause principali del gomito gonfio o dei gomiti gonfi è post-traumatica o meglio è dovuta a microtraumi ripetuti nel tempo che determinano l’infiammazione della o delle borse. La posizione della borsa, la scarsa vascolarizzazione, la compressione che subisce tra cute e osso determinano infatti una predisposizione all’infiammazione. In passato tale patologia veniva chiamata gomito dello studente o dell’idraulico per indicare il fatto che spesso, posizioni lavorative-occupazionali prolungate esponenti a microtraumi ripetuti, erano la causa scatenante di tale gonfiore.  Anche un singolo trauma o traumi ripetuti di maggiore entità rispetto a microtraumi, possono diventare la causa scatenante di un gomito gonfio ma in quel caso diventa necessario escludere una patologia ossea sottostante come ad esempio una frattura. Bisogna inoltre considerare che la causa di un gomito gonfio potrebbe essere quella dell’inserimento, magari a seguito di una caduta banale, di un corpo estraneo che potrebbe far nascere il processo infiammatorio. Le borsiti di gomito possono essere associate inoltre ad una condizione medica abbastanza diffusa ovvero l’immunodepressione. L’immunodepressione può derivare da un intervento chirurgico pregresso che aumenta la possibilità di aver subito un’infezione o da condizioni sistemiche predisponenti all’immunosoppresione (es HIV). Altre patologie associabili alla borsite di gomito sono diabete mellito, artrite reumatoide, gotta, alcolismo. Altre condizioni che favoriscono le borsiti del gomito di origine infettiva sono malattie infiammatorie intestinali, problemi respiratori, polimialgia reumatica o arteriopatie che essendo spesso trattate con immunosoppressori aumentano il rischio di borsiti infettive.  Accade spesso che soggetti affetti da patologie reumatiche si ritrovino articolazioni e borse gonfie disseminate per il corpo, diverse patologie reumatiche infatti come la gotta o l’artrite reumatoide risultano determinare gonfiore dei gomiti.

gomiti-gonfi-cause
Borsite di gomito alla risonanza

Seppur tale patologia risulta essere comune, non bisogna sottostimare questa presentazione clinica dal momento che potrebbe nascondere patologie gravi e sistemiche come ad esempio una patologia reumatica, una patologia neoplastica o una frattura. È necessario pertanto affidarsi quanto più precocemente possibile a professionisti che possano guidarti nella scelta del percorso di cura migliore.


Borsite gomito: sintomi

Il sintomo che associamo alla borsite al gomito è in primo luogo il gomito gonfio.  Generalmente i sintomi più comuni sono quelli di sentire una sensazione di rigidità al livello del gomito senza però avere una limitazione dei movimenti attivi e passivi, dolore nel movimento e a volte anche a riposo e dolore nel momento in cui intenzionalmente o causalmente si venisse ad applicare una pressione sulla zona infiammata. Al livello clinico ciò che si riscontra è un gomito rosso, gonfio e caldo, che fa male alla palpazione ma senza alterazione del movimento passivo e attivo (ad esclusione dei casi in cui la borsite è scatenata da una patologia ossea sottostante ad esempio a seguito di una caduta che ha determinato una frattura ossea).

La febbre risulta essere una presentazione clinica presente solo nel 77% dei casi riconducibili a un’infezione sistemica così come l’eritema. Questi due sintomi possono essere associabili solo in alcuni casi a infezione ma non in tutti. Senza dubbio una storia medica legata all’immunodepressione (es. un recente intervento chirurgico, una storia di HIV , la presenza di patologie associate come ildiabete mellito, artrite reumatoide, gotta e alcolismo) favoriscono l’origine infettiva sottostante una borsite al gomito così come malattie infiammatorie intestinali, problemi respiratori, polimialgia reumatica o arteriopatie. borsiti infettive

Ciò che dovrebbe guidare il paziente e il clinico nell’analisi dei sintomi è la necessità di capire se la causa alla base della cisti di gomito, quindi il motivo per cui questo gomito risulta gonfio e caldo, è infettiva o meno dal momento che l’eziologia sottostante guiderà la presa in carico della patologia.

Accade spesso, sia nei casi in cui il versamento nel  gomito è dovuto a cause infettive che in quelli dovuti a cause non infettive,  che ci sia una borsite di gomito senza dolore. Tale presentazione clinica può essere dovuta ad esempio a una patologia muscolo-scheletrica cronica che determina un gonfiore del gomito e della borsa. Anche in questo caso una corretta valutazione e un corretto trattamento da parte di un professionista sono indispensabili.


Borsite gomito: cura

La cura delle borsiti di gomito prevede dunque interventi differenti a seconda dell’origine infettiva o meno della patologia. Un fisioterapista specializzato nei disordini muscolo scheletrici sarà sicuramente in grado di guidare una valutazione diagnostica specifica per il tuo problema al fine di prenderti in cura personalmente o indirizzarti dal professionista corretto qualora il problema necessitasse un intervento medico.

Studi accreditati hanno dimostrato l’efficacia del trattamento conservativo attraverso elevazione, l’uso di tutori, ghiaccio associati a terapie con anti-infiammatori. Per ottenere buoni risultati nel breve termine il trattamento d’elezione per questa ed altre borsiti sembra essere l’aspirazione del liquido in eccesso nel gomito e l’inoculazione di un misto di anestetico e antiinfiammatorio. Relativamente a questo trattamento, utilizzato anche per il trattamento delle cisti poplitee o cisti di Baker, diversi studi hanno dimostrato però un’elevata presenza di recidive (circa il 10%) soprattutto quando a seguito di aspirazione e inoculazione il paziente non è stato educato a seguire degli atteggiamenti preventivi alla recidiva (ad esempio evitare posture prolungate in compressione di gomito o evitare sovraccarico lavorativo etc..). In caso di borsiti recidivanti che non si risolvono con aspirazioni routinarie è invece consigliabile un trattamento chirurgico di escissione e drenaggio della borsa.

Oltre a questi interventi, soprattutto nel momento in cui la borsite è dovuta a un processo causato da patologie muscolo-scheletriche o microtraumi ripetuti, è consigliabile iniziare un trattamento riabilitativo che preveda il trattamento della patologia muscolo scheletrica sottostante. La borsa sinoviale infatti si gonfia per permettere a un’articolazione infiammata di non essere ostacolata nel movimento dall’eccesso di liquido. Pertanto un corretto trattamento riabilitativo della patologia rimane la prima scelta, affiancata da aspirazione e trattamento farmacologico, per migliorare la causa che sta all’origine del processo infiammatorio ed evitare recidive.

Per quanto riguarda invece le borsiti di origine infettiva, il trattamento è diviso in base alla gravità dei segni clinici:

  • Gravità lieve: nel momento in cui la borsite presenta solo segni di infiammazione locale ma non sistemica
  • Gravità moderata: nel momento in cui la borsite presenta segni locali di infezione e segni sistemici moderati
  • Gravità elevata: quando è presente un’intensa  cellulite peri bursale con o senza ferita infetta e segni sistemici (febbre, rigidità, leucocitosi)

Ognuna di queste presentazioni cliniche necessitano invece di un intervento farmacologico antibiotico la cui durata varia in base alla gravità dei sintomi. Anche questo tipo di pazienti possono subire un trattamento di aspirazione e, se fallisse anche quest’ultimo, una mini chirurgia che prevede l’incisione e il drenaggio della borsite di gomito. Non sono invece stati studiati rimedi naturali (omeopatici o naturopatici) o rimedi alternativi (impacchi caldo-freddo e creme antinfiammatorie) per il trattamento di questo disturbo. Tali rimedi invece di essere efficaci potrebbero ritardare il trattamento corretto, con metodi validati, della patologia e peggiorarne la prognosi.

borsite gomito cura
Aspirazione del versamento per la cura della borsite del gomito

Borsite al gomito: tempi di recupero

I tempi di guarigione di una borsite del gomito variano a seconda della causa scatenante e dell’intervento scelto.

Nel caso delle borsiti di gomito non infettive l’aspirazione e l’inoculazione di farmaci antiinfiammatori determina miglioramenti immediati ma espone come abbiamo precedentemente detto al rischio di recidive. Se questo trattamento alla base presentava un problema muscoloscheletrico non può prescindere comunque dall’applicazione dei trattamenti di scelta conservativi che prevedano il trattamento della patologia muscolo scheletrica sottostante. L’ intervento chirurgico di escissione e drenaggio presenta tempi di recupero di massimo un mese ma è comunque consigliabile intraprendere un trattamento riabilitativo che preveda la prevenzione di potenziali effetti collaterali (ad es retrazioni muscolo-tendinee, aderenze e dolore).

Per quanto riguarda il trattamento di borsiti infettive invece questo è molto legato alla patologia infettiva di base di cui il paziente è affetto e alla durata del trattamento antibiotico-farmacologico che viene prescritto dal medico di riferimento.  Maggiore è la gravità della patologia sistemica sottostante e della presentazione clinica maggiore sarà la durata della terapia farmacologica e dei tempi di recupero. Anche se trattate farmacologicamente purtroppo anche le borsiti infettive del gomito presentano delle recidive che spesso necessitano di intervento chirurgico con i tempi di guarigione ed interventi riabilitativi sopra descritti.


Gomiti gonfi: trattamento riabilitativo

Quando i gomiti gonfi non sono dovuti a cause infettive ma muscolo scheletriche, il trattamento riabilitativo gioca un ruolo fondamentale. Ricorda che la borsa altro non è che espressione dello stato di salute della tua articolazione pertanto se l’origine dei tuoi problemi è muscolo scheletrica il trattamento riabilitativo per le borsiti di gomito avrà come obiettivo quello di agire proprio sulla patologia muscolo scheletrica che ne è la causa. Naturalmente il trattamento riabilitativo agirà in modo differente a seconda della patologia sottostante la cisti al gomito.  Il trattamento riabilitativo oltre che attraverso il consiglio di tenere l’arto in elevazione, l’uso di tutori e il ghiaccio mirerà, attraverso tecniche di terapia manuale, esercizio terapeutico e attraverso un processo educativo ritagliato su di te, al miglioramento del versamento sul gomito, del dolore e al recupero totale della funzionalità. Pur avendo evidenze limitate tale trattamento rimane ancora un trattamento di prima scelta sulle borsiti di gomito non infettive coadiuvato dalla terapia decompressiva e dal trattamento farmacologico. Il trattamento riabilitativo comunque non si limita al trattamento della patologia muscolo scheletrica sottostante ma consegna al paziente tutti gli strumenti necessari per gestire al meglio la patologia educandolo ad esempio evitare posture in appoggio dei gomiti, evitare movimenti che infiammano l’articolazione ed utilizzare posture lavorative consone. Tutti questi sono aspetti fondamentali perevitare il peggioramento dei sintomi masoprattutto per evitare recidive che sono il vero problema di questa patologia. Il trattamento riabilitativo avrà infine un ruolo anche nel gestire i pazienti operati con escissione e drenaggio al fine di prevenire potenziali effetti collaterali (ad es retrazioni muscolo-tendinee, aderenze e dolore).


Conclusioni

Per concludere ricorda che, seppur comune, non bisogna sottostimare la borsite di gomito dal momento che potrebbe nascondere patologie gravi e sistemiche. La borsite essendo causata da problemi infettivi e non infettivi necessita infatti di un corretto processo diagnostico. Affidati pertanto, il più precocemente possibile, a professionisti che possano guidarti nella scelta del percorso di cura migliore. Qualora il tuo problema fosse di origine non infettivo non preoccuparti, esistono trattamenti riabilitativi e chirurgici mini invasivi adatti alla tua patologia. Qualora la tu borsite fosse di origine infettiva esistono altrettanti trattamenti farmacologici, di comprovata efficacia, che avranno però dei tempi di recupero maggiori. La cosa importante è riconoscere e agire e non perdere tempo in trattamenti inutili e potenzialmente dannosi.


Fonti

Blackwell JR, Hay BA, Bolt AM, Hay SM. Olecranon bursitis: a systematic overview. Shoulder Elbow. 2014;6(3):182-190. doi:10.1177/1758573214532787

Nchinda NN, Wolf JM. Clinical Management of Olecranon Bursitis: A Review. J Hand Surg Am. 2021 Jun;46(6):501-506. doi: 10.1016/j.jhsa.2021.02.006. Epub 2021 Apr 9. PMID: 33840568.

Dott. Marco Gallotti

Dott. Marco Gallotti

Laureato in Fisioterapia con 110/110 e lode presso l’Universita Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 2015. Master in Neuroriabilitazione presso l’Università La Sapienza di Roma nel 2017, Master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici nel 2019 presso il Campus di Savona. Assistente alla docenza presso il Master in Fisioterapia Muscoloscheletrica e Reumatologica di Roma Tor Vergata, Referente Regionale Lazio Gruppo di Terapia Manuale. Laurea Magistrale in Fisioterapia in corso.
Libero professionista operante in studi privati in zona Marconi e Laurentina, svolgo anche terapie domiciliari.

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