loader
Advanced
Search
  1. Home
  2. Caviglie gonfie: qual è la causa?
Caviglie gonfie: qual è la causa?

Caviglie gonfie: qual è la causa?

  • 22 June 2021
  • 0 Mi piace
  • 45 Visualizzazioni
  • 0 Commenti

Avere le caviglie gonfie o avere una caviglia gonfia è un’esperienza molto comune nella vita di ognuno di noi ed affligge indifferentemente donne e uomini di tutte le età. Il rigonfiamento di caviglia potrebbe essere acuto come nelle forme post traumatiche o cronico, dovuto quindi a problematiche di cuore, fegato, o polmoni o da ipertensione arteriosa. Si chiamerà pertanto artrite mono-compartimentale qualsiasi forma di infiammazione che colpisce una singola articolazione. Essendo un problema estremamente comune e potenzialmente derivante da diverse cause alcune delle quali anche serie, diventa necessario saper identificare il problema che sta alla base delle tue caviglie gonfie, affidandoti quindi a un fisioterapista specializzato in grado di indicarti il percorso migliore per te.

Andiamo ad analizzare quindi le cause alla base delle caviglie gonfie. 


Caviglie gonfie: cause 

Ogni tipo di rigonfiamento, in questo caso di caviglie gonfie, è determinato da una pressione del sangue che si scontra con una pressione tissutale e la pressione oncotica (una pressione derivante dalle componenti del sangue). Basandoci su ciò, le maggiori cause sistemiche, ovvero non post traumatiche di un disturbo di gonfiore della caviglia, derivano da un fallimento del sistema circolatorio centrale (cardiaco) e dal conseguente fallimento dell’azione di svuotare le vene periferiche. Ancora un rigonfiamento di caviglia può essere dovuto ad una riduzione delle proteine del sangue come accade nei casi di nefrosi o di fallimento dei processi di riassorbimento renali. Naturalmente i rigonfiamenti di caviglia possono anche essere dovuti all’infiammazione, ad esempio, quando c’è uno stravaso ematico a causa della lesione del microcircolo (come nella distorsione di caviglia) o per cause circolatorie vasculitiche o per agenti urticanti esterni (es puntura d’insetto o orticaria).

Vediamo quindi quali sono le cause del gonfiore di caviglia e successivamente i rimedi. Andiamo a vedere perché possiamo avere una caviglia gonfia. 

Ti spiegherò quali sono i rigonfiamenti di interesse fisioterapico e quali invece sono i rigonfiamenti di caviglia che necessitano di una valutazione medica specialistica. Tra le cause di caviglia gonfia o di piedi e caviglie gonfie possono esserci anche delle patologie gravi ma non ti preoccupare, sono molto rare e impareremo adesso a conoscerle. 

Rigonfiamenti di caviglia di interesse fisioterapico:

  • Distorsione di caviglia
  • Fratture in stato di guarigione
  • Sindrome compartimentale cronica
  • Artrosi 

Relativamente alla distorsione generalmente insorge a seguito di un meccanismo traumatico in inversione o eversione di caviglia. Ad esempio, a seguito di una “storta” potresti avere la caviglia destra o sinistra gonfia, in base a dove è avvenuto il trauma potresti avere l’interno o l’esterno della caviglia gonfia. Non sottostimare tale problema perché potrebbe nascondere anche una frattura. Naturalmente a seconda della gravità della distorsione sarà il tuo fisioterapista a valutare segni e sintomi associati per scegliere se iniziare un trattamento riabilitativo o riferirti a un medico. A volte può succedere che vedi il tuo malleolo gonfio senza dolore. Può succedere infatti che la distorsione avvenga senza dolore. Un consiglio: non trascurare le tue distorsioni, potrebbero essere più gravi di quanto immagini o esporti a cronicizzazione e recidive. Generalmente noterai che i malleoli sono i primi ad essere gonfi questo perché sono sede di stazioni vascolo nervose e quindi di ristagno di liquido.

Le fratture del piede o della caviglia possono generare un diffuso gonfiore sulla caviglia che spesso si sposa a versamento ematico visibile pochi giorni dopo il trauma, questa quindi potrebbe essere la causa di una caviglia gonfia. Generalmente le fratture si dividono in traumatiche in cui un trauma sportivo o un trauma minore come una distorsione genera una frattura o fratture non traumatiche che possono essere da stress, se il distretto è sottoposto ad overuse (es frattura del calcagno nel maratoneta), o da insufficienza, se il distretto già osteoporotico è soggetto a traumi anche minimi (frattura del calcagno per discesa dal gradino). 

Quindi potresti avere un gonfiore alla caviglia destra o sinistra, ad esempio, a seguito di una caduta, di una brutta distorsione che hanno determinato danni intrarticolari.

La sindrome compartimentale, acuta o cronica, è una condizione dolorosa causata da un aumento della pressione nel compartimento muscolare coinvolto. Spesso il compartimento coinvolto nella cronica è il polpaccio che si presta a rimanere compresso per la sua costituzione anatomica e perché spesso è soggetto a overuse sportivo. Nella sindrome compartimentale cronica il fisioterapista ha un ruolo fondamentale per diminuire la compressione locale con tecniche manuali

Rigonfiamenti di caviglia di interesse medico:

  • Cause circolatorie 

Quando teniamo le gambe ferme per lunghi periodi, si riduce la velocità del suo flusso, causando la ritenzione di liquidi nelle zone periferiche e in particolare negli arti inferiori così come quando stiamo troppo in piedi, ad esempio, quando abbiamo le caviglie gonfie alla sera, in entrambi i casi le cause di gonfiore a piede e caviglia senza dolore ascrivibili a tali situazioni sono circolatorie. Quindi anche se sembra che la tua caviglia sia gonfia senza causa in realtà la causa c’è. Tale condizione seppur fisiologica risulta essere particolarmente grave e gravosa per alcune persone, che a causa di un decondizionamento sistemico, se associato a patologie cardiache o ad ipertensione venosa, determina difficoltà di recupero del sangue dalla periferia al centro aspetto che possa severamente limitare le capacità fisiche di un individuo.  

  • Trombosi venosa profonda

Corrisponde alla formazione di un trombo all’interno di una vena che colpisce prevalentemente il circolo profondo degli arti inferiori, attenzione soprattutto se recentemente hai svolto un intervento chirurgico o lunghi viaggi nelle precedenti 4 settimane o se hai avuto una gravidanza o una qualsiasi forma di immobilizzazione dell’arto inferiore > 3 gg oppure se sei stato affetto da cancro, ictus, Trombosi Venosa Profonda precedente, infarto, sepsi, trauma multipli, fratture arti inferiori, lesioni del SNC o del MS, vasculiti se fai utilizzo di droghe intravenose, contraccettivi orali, estrogeni, o se usi eparina che potrebbe determinare trombocitopenia.

  • Arteriopatia Obliterante

Tale quadro clinico è caratterizzato da una ostruzione delle arterie degli arti inferiori. Come elementi anamnestici significativi ci sono storia di diabete di tipo II, di cardiopatia ischemica soprattutto se fumatori, stile di vita sedentario e se c’è un’associata zoppia intermittente.

  • Ischemia acuta degli arti inferiori 

Si sviluppa a causa di una rapida e improvvisa riduzione della perfusione a causa di un evento embolitivo o trombolitivo locale presentarsi anche in assenza di una preesistente arteriopatia, infatti, può essere anche post traumatica. 

  • Sindrome compartimentale acuta 

Quando la sindrome compartimentale è acuta il trattamento è chirurgico decompressivo (fasciotomia) per prevenire un danno cellulare irreversibile (muscolo o nervo) e per ripristinare quanto prima la normale perfusione.

  • Nefropatia 

Questa è una patologia di origine renale che caratterizzata da edemi dovuti a un problema al livello dei glomeruli renali che generano un rigonfiamento bilaterale di caviglia. Tale problema determina una riduzione delle proteine del sangue che prende il nome di albuminuria che per una serie di processi chimici osmotici determina un rigonfiamento tissutale soprattutto delle gambe. 

  • Patologia diabetica

La patologia diabetica può generare problemi circolatori terminali e problemi neuropatici e può evolvere in quadri gravi come ulcere e necrosi. Tale condizione può dunque determinare un gonfiore spesso bilaterale delle caviglie che necessita di una cura e di un monitoraggio costante al livello medico diabetologico. 

  • Patologie di origine reumatica o infettiva

L’artrite mono-compartimentale che colpisce la caviglia può essere dovuta a molteplici cause di origine sistemica che possono essere infettive: infezione batterica, micobatterica, fungina, virale e spirochete oppure reumatologiche come artrite reumatoide, gotta, pseudogotta, artropatia, artrite reattiva, lupus eritematoso sistemico, artrite di Lyme, sinovite transitoria dell’anca. Generalmente queste patologie sono caratterizzate da caviglie e piedi gonfi bilateralmente. 

Altre cause di caviglie o piedi gonfi potrebbero essere sebbene rare una linfoadenopatia derivante da anemia cellulare falciforme o amiloidosi correlata alla dialisi carcinoma metastatico, atropatia neuropatica.

  • Cause farmacologiche 

Spesso tra gli effetti collaterali di alcuni dei farmaci più comuni si può sviluppare un gonfiore al livello delle caviglie. Alcuni antipertensivi, come per esempio i calcio-antagonisti, possono dare come effetto collaterale ritenzione idrica e gonfiore delle caviglie che sommato al problema pressorio di base contribuisce ad aggravare il gonfiore distale. 

  • Esiti di svuotamenti linfonodali dell’arto inferiore

Spesso a causa di una patologia oncologica si determina un edema dal momento che per evitare il diffondersi di metastasi si svolge svuotamento della stazione linfonodale più vicina al tumore. Ciò naturalmente altera il sistema circolatorio favorendo stasi e generando gonfiore declive sul lato affetto. Fortunatamente i tumori del piede e della gamba sono molto rari.


Caviglie gonfie sintomi

I sintomi di piedi e caviglie gonfie sono generalmente quello di pesantezza, di pulsione e di tensione al livello del distretto. Naturalmente il sintomo cambierà a seconda della causa che sta alla base del problema principale. Le caviglie sono gonfie e presentano dolore in tutte le patologie di interesse fisioterapico come, ad esempio, nella distorsione di caviglia la caviglia è gonfia o anche molto gonfia e dolorante, presenta rossore, calore lateralizzato sulla zona in cui è stata presa la distorsione e tali sintomi sono presenti solo sulla caviglia affetta. Soprattutto nel momento post traumatico della distorsione sono presenti questi sintomi che vanno a migliorare nelle successive 6 settimane. Nelle fratture in stato di guarigione o acute ci può essere un dolore molto elevato, un ematoma e un’associata intolleranza al carico del piede, insieme agli altri sintomi già descritti per la distorsione. Il dolore oltre al visibile gonfiore è presente anche nella sindrome compartimentale cronica soprattutto durante l’esercizio ma migliora con il riposo. Nell’artrosi si ha un gonfiore freddo con ispessimento osseo visibile che può essere bilaterale e un dolore soprattutto a riposo e durante i primi movimenti della giornata.  

Non è detto però che tutti le patologie da cui derivano le caviglie gonfie siano accompagnati da dolore. Infatti, ad esempio nelle patologie conseguenti al diabete spesso il paziente può avere una caviglia gonfia senza dolore. Egli non sente dolore essendoci un’ipoalgesia neuropatica alla base di questa patologia quindi un deficit nervoso che non comunica il segnale dolore al cervello. Nell’ipertensione venosa spesso non c’è dolore ma solo gonfiore bilaterale, così come nei gonfiori mono-compartimentali periferici dovuti a patologie sistemiche (es patologia cardiaca o del rene o del fegato). 

Le cause circolatorie se ad espressione acuta invece presentano spesso il sintomo dolore nel particolare in caso di ischemia acuta, se non c’è degenerazione neuropatica diabetica è presente un dolore ischemico cronico continuo, a riposo e/o presenza di ulcere o gangrena. Nell’arteriopatia obliterante il paziente oltre a sentire dolore può zoppicare e avere un arto più freddo dell’altro. Nella trombosi venosa profonda è generalmente presente un edema violaceo, spesso su tutta la gamba e vene di compenso superficiali non varicose. Per quanto riguarda le patologie reumatologiche e infettive spesso si hanno caviglie gonfie e doloranti ma non sempre queste beneficiano di rimedi fisioterapici, spesso risultano essere molto più utili approcci farmacologici con un inserimento della terapia riabilitativa e dell’esercizio soppesati insieme al medico e in base a te. Anche in caso di nefropatia si nota un gonfiore bilaterale delle gambe, he però risulta essere solo un effetto collaterale di una patologia ben più seria di interesse medico che si manifesta con una serie di sintomi costituzionali, gonfiore bilaterale, dolore addominale e urina schiumosa. Tale patologia rientra anche nelle cause farmacologiche, infatti, spesso un abuso di FANS (farmaci antinfiammatori non steoridei) ne sono la causa, che spesso determina caviglie sempre gonfie. Il managment di tale patologia è prevalentemente medico farmacologico. 

Per quanto riguarda infine le cause farmacologiche spesso essendo processi lunghi che generano adattamento nervoso, e a causa di comorbidità dell’individuo spesso non generano dolore al livello delle caviglie che presentano però una limitata mobilità e una ridotta tolleranza alle posizioni statiche prolungate.


Caviglie gonfie rimedi

I rimedi per le caviglie gonfie derivano in primo luogo dalla causa per la quale tale condizione si è verificata. 

Cosa fare in caso di gonfiore alle caviglie o nel caso di una caviglia gonfia? Potrai capire da te che sarà diverso l’intervento consigliabile a seguito di una puntura d’insetto rispetto a quello per una distorsione. Il tuo fisioterapistasaprà consigliarti i rimedi per una caviglia gonfia per motivo post traumatico (frattura e distorsione), il momento corretto in cui reinserire il l’attività fisica e l’esercizio terapeutico. Infatti, inserire l’esercizio troppo precocemente e con troppo carico potrebbe essere dannoso mentre inserirlo troppo tardi potrebbe farti perdere tempo utile alla guarigione completa. Durante la fase infiammatoria di una distorsione o di una frattura la compressione limita il gonfiore, lo stravaso ematico e migliora la prognosi quindi piuttosto fatti consigliare un bendaggio o un tutore adatto. L’attività fisica si può utilizzare al fine di favorire una normale e fisiologica riattivazione del processo di pompa muscolare che si mette in atto nel momento in cui camminiamo e contraiamo i muscoli distali. 

Quando invece ci sono cause derivanti da patologie non di interesse fisioterapico quindi circolatorie o compressive acute o ancora di origine renale l’interesse è di tipo medico e i rimedi che generalmente sono farmacologici possono anche arrivare a richiedere un intervento chirurgico (vedi arteriopatia obliterante, ischemia critica o sindrome compartimentale acuta etc..). Nell’ambito della gestione della patologia diabetica e della patologia reumatica anche se la parte medico- farmacologica fa da padrona, anche la riabilitazione svolge un ruolo fondamentale con l’esercizio terapeutico e l’attività fisica che deve adattarsi alla specifica condizione del paziente e allo specifico stadio di malattia e reattività del soggetto. Pertanto, è necessario un fisioterapista specializzato che sappia guidarti in una fase così delicata (potenzialmente nociva se gestita erroneamente). 

Per quanto riguarda infine gli effetti collaterali dovuti a cause farmacologiche il tuo medico saprà consigliarti adattamenti idonei della posologia farmacologica o suggerirti strategie farmacologiche alternative ma altrettanto valide per la loro gestione.


Come prevenire le caviglie gonfie?

La prevenzione delle caviglie gonfie è possibile per quanto riguarda patologie di cui conosci l’esistenza e di cui soffri da diverso tempo. Capirai da te che un gonfiore alla caviglia in stato infiammatorio e molto reattivo determinato da una distorsione o una frattura in fase di consolidamento, l’eccessivo carico potrebbe essere dannoso ed elicitare un gonfiore latente. In questo caso per ridurre il dolore e migliorare il gonfiore è meglio utilizzare un tutore o un bendaggio compressivo. Nel caso dell’artrosi invece l’esercizio terapeutico e l’attività fisica è assolutamente consigliata sia come metodo di controllo di dolore che come strumento fisiologico di riduzione del gonfiore articolare, l’importante è non farne troppo ne troppo poco. Nel caso di sindromi compartimentali invece è molto utile non sovraccaricare il corpo con sforzi troppo eccessivi che aumenterebbero la compressione senza alcun beneficio, è utile invece rivolgersi al fisioterapista che ti potrà aiutare nella gestione di questa patologia. 


Caviglie gonfie in gravidanza 

Perché si gonfiano le caviglie in gravidanza?

La gravidanza è un evento naturale ma a suo modo sconvolgente per il corpo che deve affrontare una serie di cambiamenti ed adattamenti graduali. I cambiamenti anatomici e fisiologici che si verificano con la gravidanza provocano una varietà di sintomi che interessano inoltre anche gli arti inferiori, che possono essere affetti da gonfiore alle caviglie.

Durante la gravidanza l’acqua corporea totale normalmente aumenta di 6-8 litri, di cui 4-6 litri extracellulari mentre 2-3 litri sono interstiziali. Ad un certo punto della gravidanza è normale che la maggior parte delle donne (8 donne su 10) presentino degli effetti di questo fisiologico adattamento con un edema clinico dimostrabile. C’è una vera e propria ritenzione idrica alla caviglia in questo caso dovuta a una ritenzione cumulativa di sodio prodotti come liquido extracellulare materno e il concepito. Pertanto, tali gonfiori che possono essere distribuiti anche per l’intera lunghezza di entrambe le gambe, sono dovuti ai cambiamenti nei fattori che regolano la gestione renale del sodio e dell’acqua per cui vi è una moderata diminuzione della pressione osmotica colloidale del fluido interstiziale (COPi) e un aumento della pressione idrostatica capillare (Pc), nonché cambiamenti nell’idratazione di sostanza fondamentale del tessuto connettivo. Il risultato è dunque l’edema che seppur è stato utilizzato come criterio tradizionale per la diagnosi della preeclampsia, non dovrebbe più essere utilizzato poiché il suo rilevamento non è clinicamente utile. Il ruolo dei diuretici nella pratica ostetrica dovrebbe essere limitato alla gestione del solo edema polmonare e inferiori e nella pre-eclampsia ma non dovrebbe più essere utilizzato per limitare l’edema degli arti. Altri tipi di edema come l’edema vulvare e l’edema eritematoso associati a trombosi venosa profonda sono complicanze rare ma pericolose della gravidanza.

Naturalmente tale tipo di disturbo necessita di una consulenza e valutazione medica quindi qualora ti trovassi in una condizione del genere riferisciti al tuo medico curante o allo specialista che si sta occupando di te in questa fase della tua vita, saprà anch’esso consigliarti i giusti rimedi per un disturbo così comune. 


Conclusione

Avere piedi e caviglie gonfie o avere una caviglia gonfia è un’esperienza molto comune nella vita di ognuno di noi in qualsiasi età e di qualsiasi sesso. Tale condizione può essere determinata da una vasta gamma di problematiche di base sia di interesse fisioterapico che no. Uno dei primi aspetti da identificare in un gonfiore alle caviglie è quindi qual è l’origine del tuo problema. Essendo infatti un problema estremamente comune e potenzialmente derivante da molteplici cause, alcune delle quali anche serie, diventa necessario saper identificare il problema che sta alla base delle tue caviglie gonfie, affidandoti quindi a un fisioterapista specializzato in grado di indicarti il percorso migliore per te.

Qualora il fisioterapista non sarà il professionista giusto in grado di occuparsi del tuo gonfiore alle caviglie verrai riferito dal medico specialista competente per la tua patologia. Quindi non perdere tempo, cerca di studiare il tuo problema per rendere un’analisi dettagliata ai tuoi curanti del disturbo di cui stai soffrendo ed uscire quanto prima possibile da questa comune condizione. 


Bibliografia 

  1. Howes RJ, Wood AM, Calder A, Cowan H, Burrows H. The management of the acutely swollen ankle. J R Nav Med Serv. 2014;100(3):288-92. PMID: 25895409.
  2. Reed MJ, Carachi A. Management of the nontraumatic hot swollen joint. Eur J Emerg Med. 2012 Apr;19(2):103-7. doi: 10.1097/MEJ.0b013e328348d8f8. PMID: 21730866.

Dott. Marco Gallotti

Dott. Marco Gallotti

Laureato in Fisioterapia con 110/110 e lode presso l’Universita Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 2015. Master in Neuroriabilitazione presso l’Università La Sapienza di Roma nel 2017, Master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici nel 2019 presso il Campus di Savona. Assistente alla docenza presso il Master in Fisioterapia Muscoloscheletrica e Reumatologica di Roma Tor Vergata, Referente Regionale Lazio Gruppo di Terapia Manuale. Laurea Magistrale in Fisioterapia in corso.
Libero professionista operante in studi privati in zona Marconi e Laurentina, svolgo anche terapie domiciliari.

Contattami

  • Condividi:

Scrivi un commento