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Cervicale vertigini: cosa dobbiamo fare?

Cervicale vertigini: cosa dobbiamo fare?

  • 5 February 2021
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“Mi sento di stare in una barca”, “sento come se stessi camminando sulle nuvole”, “sento sbandare”, “sento dei capogiri alla testa”, “sento un senso di ubriachezza”… queste sono alcune delle frasi più comuni che riportano i pazienti con vertigine.  Spesso, nell’immaginario comune, questi sintomi vengono associati a qualcosa di grave (come una problematica di tipo centrale) o una problematica vestibolare (per cui viene consigliata una visita dall’Otorino, senza alcun risultato), e  molte persone  ricevono più diagnosi , diverse tra loro, da vari specialisti senza capire davvero da cosa possa derivare questo sintomo. E se la colpa fosse del Rachide Cervicale? Vi sono, infatti, diverse cause per cui possono presentarsi le vertigini. In questo articolo vedremo come, escluse patologie serie, le vertigini possono essere di tipo “cervicogenico” ossia possono avere caratteristiche di un disordine muscolo-scheletrico a carico appunto della famosa “cervicale”, e vedremo, inoltre, come un fisioterapista specializzato può aiutarti nella gestione dei sintomi di “vertigine da cervicale”.


Vertigini da cervicale: cosa sono?

Prima di approfondire le vertigini da cervicale, cerchiamo di capire meglio cosa si intende per  “vertigine”. Questo termine è stato ampiamente discusso in letteratura , per questo motivo bisogna fare un distinzione tra  “Vertigo” e “Dizziness” : con il termine Vertigo intendiamo un’illusione di movimento, che include un senso di rotazione, avvertita dal soggetto in maniera “oggettiva” (quando si avverte l’ambiente circostante ruotare attorno al proprio corpo, “la stanza intorno a me gira”) oppure “soggettiva” (quando si avverte il proprio corpo ruotare attorno all’ambiente) o la sensazione di un auto-movimento distorto durante un normale movimento della testa; in sintesi una percezione di movimento che in realtà non avviene. La Dizziness, invece, indica una sensazione di alterato orientamento nello spazio (di solito non rotatorio, “mi sento come ubriaco”) in presenza di movimento, e proprio quest’ultima viene associata al termine “Cervicogenica” per andare a descrivere la tipica vertigine da cervicale. La Dizziness Cervicogenica infatti, è una condizione clinica caratterizzata da disorientamento spaziale e disequilibrio, talvolta con presenza di nausea, riferita dal paziente come una sensazione di  “capogiro” o “giramento di testa”, spesso associata a  dolore al collo (cervicalgia) e/o cefalea con riduzione dei movimenti cervicali (in assenza di altre cause!).

Vertigini Da Cervicale
Il termine vertigo (come nell’immagine) si riferisce ad un’illusione di movimento rotatoria avvertita dal soggetto (“vedo la stanza ruotare”). Diversamente, il termine dizziness si riferisce ad una sensazione di alterato orientamento nello spazio (“mi sento come ubriaco”).

Vertigini da cervicale: cause

Prima di capire quali possano essere le cause della vertigine di tipo cervicale, vediamo quali possono essere le varie cause, in generale, che possono provocarla. A cosa può essere attribuita la vertigine? Sono diverse le condizioni in cui essa si presenta, tra queste abbiamo:

  • disturbi vascolari: le Dissezioni Arteriose Cervicali (CADs);
  • disturbi neurologici: Stroke, patologia demielinizzante ecc;
  • disordini vestibolari: Labirintite, Sindrome di Menière, Vertigine Parossistica Posizionale Benigna (VPPB), ecc;
  • cause psicologiche/psichiatriche: ansia o attacchi di panico;
  • indotta da farmaci (antiepilettici, antidepressivi ecc).

Per quanto riguarda l’argomento di nostro interesse, la vertigine associata alla cervicale può manifestarsi dopo un evento traumatico (ad esempio il “colpo di frusta”), può  essere data da una instabilità strutturale a livello cervicale oppure, per cause non ancora ben conosciute, alcuni studi suggeriscono come probabilmente vi sia una alterazione delle afferenze propriocettive cervicali ; in quest’ultimo caso, parliamo appunto di Dizziness Cervicogenica.


Cervicale e vertigini: diagnosi

Per diagnosticare i giramenti di testa da cervicale, bisogna prima escludere altre cause elencate precedentemente. Non è così semplice come si possa immaginare in quanto per alcuni medici, non essendoci in realtà un vero e proprio problema “anatomico” a livello del rachide cervicale, sottovalutano che questi sbandamenti possano derivare proprio da lì; per cui spesso si tende a dare la colpa a ciò che può essere visto alle indagini strumentali come un’ernia cervicale, artrosi cervicale ecc… La domanda che sorge spontanea è: ma quindi lo sbandamento può derivare o no dalla cervicale?  Certo che si! Ma non per forza bisogna vedere qualcosa alla risonanza o ai raggi per giustificare la presenza dello sbandamento! Succede che a livello del tuo cervello arrivano tantissime informazioni in maniera confusionaria e questo viene espresso proprio con questi capogiri. Sappiamo infatti che nel nostro corpo, sono 3 i sistemi responsabili dell’equilibrio: il sistema vestibolare, il sistema oculomotore e il sistema propriocettivo (costituito da ossa, muscoli, legamenti); questi sistemi cooperano insieme per garantire l’orientamento del corpo nello spazio e per vincere le forse esterne. Cosa fare quindi? Risulta indispensabile  una valutazione accurata da parte del fisioterapista specializzato,  il quale attraverso una adeguata anamnesi  e un attento esame clinico, è in grado di escludere condizioni gravi che necessitano di una certa urgenza ( per cui risulta necessario l’invio allo specialista di riferimento) come la presenza di una frattura in caso di un trauma recente (il fisioterapista può utilizzare  le Canadian C-spine Rules) o ipotizzare un disturbo vascolare ( valutando ad esempio la pressione arteriosa,  il polso, la frequenza cardiaca). Ulteriore attenzione bisognerà dare alle problematiche di origine centrale : in questo caso il fisioterapista può andare a valutare i nervi cranici, la presenza del  nistagmo (un movimento rapido, a scatti e involontario dell’occhio)  attraverso l’esame oculare o eseguire alcuni test per l’equilibrio (come il test di Romberg), in particolare si sospettano cause centrali se il paziente presenta sintomi neurologici associati come debolezza, disartria, alterazioni sensoriali, atassia o confusione. Altre cause da escludere sono le problematiche vestibolari soprattutto se vi sono associati sintomi di nausea, vomito e perdita dell’udito. Tra queste, che possono comportare anche perdita dell’udito, ricordiamo la Labirintite (chiamata anche Neurite Vestibolare), ossia una condizione di infezione del labirinto (una struttura che si trova a livello dell’orecchio interno) per cause ancora sconosciute. La Vertigine Parossistica Posizionale Benigna (VPPB) invece, è una vertigine causata da un accumulo di cristalli di calcio (chiamati otoliti) nel canale semicircolare posteriore, che influenzano il movimento dell’endolinfa, nella quale gli episodi di vertigine sono innescati da rapidi cambiamenti della posizione della testa. In quest’ultimo caso,  il fisioterapista specializzato può andare a valutare la presenza del nistagmo (nistagmo periferico, in questo caso si differenzia dal nistagmo di tipo centrale in quanto scompare con la fissazione dello sguardo) ed eventualmente della vertigine, andando ad eseguire delle manovre “provocative”  e di “riposizionamento”  di questi otoliti nel tentativo di rimuoverli dai canali semicircolari (la manovra Dix-Hallpike viene utilizzata per diagnosticare la VPPB, al contrario, la manovra di Epley può essere utilizzata per trattarla ) e quindi capire se la vertigine può essere scatenata da tale disturbo. Una volta escluse cause di altra origine, possiamo dire di essere di fronte ad una vertigine che deriva proprio dalla cervicale, quindi possiamo affermare che viene fatta una diagnosi per esclusione!


Artrosi cervicale vertigini: c’è correlazione?

Adesso che sappiamo cos’è la vertigine, cerchiamo di capire cos’è l’artrosi e se possa esserci una correlazione. A livello della regione cervicale, possiamo definire l’artrosi come un processo di “usura” tra le vertebre che coinvolge le faccette articolari (chiamate anche articolazioni zigo-apofisarie) e sappiamo dagli studi, che l’età è fortemente correlata alla prevalenza di artrosi e alla sua progressione. Quando si chiede ai pazienti cosa sia l’artrosi, la maggior parte di loro risponderà: “non ho più la cartilagine, le mie ossa sfregano tra di loro ed è per questo che ho dolore” ma possiamo realmente affermare ciò? Se così’ fosse tutti avremmo dolore da artrosi prima o poi in quanto questo è un normale processo che si verifica nel corso dell’invecchiamento! In realtà vi sono alcuni soggetti che, pur avendo dei segni che possono ricondurre all’artrosi, visibili alle indagini diagnostiche, molti non hanno alcun sintomo! Questo vale sia per il dolore che per gli sbandamenti. Forse sarebbe il caso di iniziare a dire “ho l’artrosi così come ho i capelli bianchi o le rughe sul viso”? Tutti hanno in comune il fatto di derivare da un normale cambiamento fisiologico dovuto all’età. Quindi in conclusione possiamo dire che non vi sono studi sufficienti che possano confermare correlazioni tra l’artrosi cervicale e le vertigini.


Sintomi cervicale vertigini

Tra i sintomi più comuni che riguardano la vertigine da cervicale abbiamo:

  • sensazione di “capogiro”, “sbandamento”, “disequilibrio”, aggravata dai movimenti del collo;
  • cervicalgia (dolore al collo);
  • cefalea;
  • talvolta nausea;
  • riduzione della mobilità cervicale;
  • acufeni.

Vertigini cervicale: trattamento fisioterapico

Come può aiutarti il fisioterapista? Attraverso un trattamento fisioterapico mirato alla riduzione dei sintomi (vertigine, dolore al collo, cefalea…)  che consiste nell’utilizzo della terapia manuale su determinati muscoli (come i muscoli sub-occipitali), mobilizzazioni passive volte a migliorare sia il dolore al collo che la riduzione di mobilità ed inoltre proponendo degli esercizi che possono anche essere assegnati a domicilio e che il paziente può fare tranquillamente in autonomia. Sappiamo infatti, grazie ad alcuni studi, che le tecniche SNAG (Sustained Natural Apophyseal Glides) siano molto utili ed efficaci per ridurre non solo l’intensità ma anche la frequenza degli episodi di Dizziness! Altri studi, inoltre, consigliano l’utilizzo di un approccio basato sulla riabilitazione sensomotoria, per una miglior gestione di questa condizione.

La fisioterapia può essere di grande aiuto nel gestire le vertigini da cervicale.

Conclusione

Sei stanco di soffrire di questi sbandamenti e non sai più cosa fare? Il fisioterapista specializzato è in grado di capire quando la tua vertigine può essere associata alla cervicale. Attraverso il racconto dei tuoi sintomi e la somministrazione di alcuni test specifici è in grado, infatti, di escludere patologie e condizioni di altra natura (che possono essere di competenza del Neurologo o dell’Otorino). Non perdere altro tempo! Contatta il fisioterapista specializzato più vicino a te, potrà darti degli aiuti soprattutto sulla gestione di questo fastidiosissimo sintomo, dando anche degli esercizi per migliorare la mobilità del tratto cervicale ed evitare che possa ripresentarsi.


Fonti

  • Newman-Toker DE, Edlow JA. TiTrATE: A Novel, Evidence-Based Approach to Diagnosing Acute Dizziness and Vertigo. Neurol Clin. 2015 Aug;33(3):577-99, viii. doi: 10.1016/j.ncl.2015.04.011. PMID: 26231273; PMCID: PMC4522574.
  • Reiley AS, Vickory FM, Funderburg SE, Cesario RA, Clendaniel RA. How to diagnose cervicogenic dizziness. Arch Physiother. 2017 Sep 12;
  • Bisdorff AR, Staab JP, Newman-Toker DE. Overview of the International Classification of Vestibular Disorders. Neurol Clin. 2015 Aug;33(3):541-50, vii. doi: 10.1016/j.ncl.2015.04.010. PMID: 26231270.
  • Dommaraju S, Perera E. An approach to vertigo in general practice. Aust Fam Physician. 2016 Apr;45(4):190-4. PMID: 27052132.
Dott.ssa Jessica Cammareri

Dott.ssa Jessica Cammareri

Fisioterapista, OMPT. Specializzata nella gestione dei disturbi muscolo-scheletrici. Ha conseguito il titolo OMPT (Orthopaedic Manipulative Physical Therapist) frequentando il Master in Terapia Manuale applicata alla Fisioterapia presso l’Università di Roma Tor Vergata. Svolge attività in libera professione a Palermo presso MET-Studio di Fisioterapia e Marsala (TP) presso lo Studio Cammareri.

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