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Differenza tra osteopata e fisioterapista

Differenza tra osteopata e fisioterapista

  • 2 December 2020
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Osteopata o fisioterapista? Ecco l’eterno dilemma dei pazienti con dolore o che soffrono di problematiche persistenti. C’è davvero molta confusione quando ci troviamo a dover scegliere il professionista più adatto e spesso si è portati a pensare che facciano cose simili o che siano intercambiabili. Scegliere tra osteopata e fisioterapista non è come scegliere tra mare o montagna, dolce o salato. Stiamo parlando di salute, non si tratta di una decisione basata sul gusto personale, quindi è davvero importante capire quale sia il professionista adatto per la nostra salute. In questo articolo approfondiremo le differenze tra osteopata e fisioterapista in modo da poter far luce su queste due professioni in apparenza simili, ma nella realtà dei fatti estremamente lontane.


Chi è il fisioterapista?

Partiamo dal fisioterapista. Per farla semplice il fisioterapista tratta disturbi legati al movimento. Avete mal di schiena? Il fisioterapista può aiutarvi a tornare a sollevare pesi da terra in tranquillità. Vi siete storti una caviglia? Il fisioterapista può aiutarvi a tornare a correre o praticare il vostro sport preferito. Se invece avete appena fatto un intervento chirurgico sapete che non potrete sfuggire da un buon percorso di riabilitazione per riprendervi al meglio.

“Riabilitazione”… Questa è una parola chiave se parliamo di questo argomento: la fisioterapia non è altro che un percorso che ti permette di ritornare a fare tutte le attività che per te hanno un grande valore e che adesso non sei in grado di fare per il problema che stai vivendo in questo momento. Il fisioterapista per raggiungere questo obiettivo ultimo può utilizzare diversi strumenti, quali l’esercizio, la terapia manuale, le terapie fisiche (per quanto possano servire) e fornirti consigli o strategie per gestire al meglio la tua situazione.

Un paio di dettagli tecnici: innanzitutto il fisioterapista è un professionista sanitario, questo significa che ha seguito un percorso universitario (tieni a mente, sarà utile per dopo) definito dal Ministero dell’istruzione. Nella sua pratica clinica è tenuto a seguire ed attenersi a ciò che gli studi scientifici dicono sulla cura del dolore e del movimento.

Il fisioterapista ti permette di ritornare a fare tutte le attività che per te hanno un grande valore.


Chi è l’osteopata?

Fino a poco tempo fa l’osteopatia non era una professione sanitaria riconosciuta, il che significa che per conseguire il titolo di osteopata era sufficiente iscriversi a scuole private senza alcuna regolamentazione in materia. Negli ultimi tempi, a grande richiesta di chi la praticava, l’osteopata è stato riconosciuto come “un professionista sanitario in possesso di laurea triennale che svolge il trattamento osteopatico di disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie, nell’ambito muscoloscheletrico”. In sostanza l’osteopata può trattare solo soggetti senza diagnosi medica (lombalgia, tendinite, conflitto di spalla ecc.) e correggere manualmente eventuali disfunzioni secondo il modello osteopatico.

Il fondamento teorico alla base dell’osteopatia risale alla fine dell’800 e ad oggi non è stato modificato granché: il sintomo doloroso sarebbe il risultato di uno squilibrio o di asimmetrie presenti in altre parti del corpo, risolvibili tramite un trattamento manuale.

Questa è una filosofia molto interessante che può avere anche un suo fondamento logico, il problema è che gli studi che indagano l’osteopatia non la supportano. Infatti, l’osteopatia non è inserita nelle linee guida internazionali per la gestione e trattamento delle problematiche muscoloscheletriche. Inoltre diversi studi smentiscono la possibilità che due branche particolari dell’osteopatia, la cranio sacrale e viscerale, possano avere una qualche efficacia. Quest’ultime assumono che tramite l’utilizzo delle mani si possa modificare la posizione e il movimento di visceri (organi interni come fegato, milza, intestino) e ossa craniche, il che capite bene è impensabile. Se forze così piccole applicate dall’esterno del corpo possono causarne una modificazione, allora un calciatore che colpisce di testa una palla verrebbe portato subito in pronto soccorso ad ogni goal.

Molte persone stanno bene e si rivolgono all’osteopata con regolarità, queste persone dovrebbero comunque sapere che si tratta più di una filosofia che di scienza, proprio perché gli esperimenti che hanno provato a darle credito hanno fallito.


Fisoterapia vs osteopatia. A chi devo rivolgermi?

Ma Giovanni è andato dall’osteopata e dopo è stato bene!

Ok, ci posso credere, ma ragioniamo un attimo su questa cosa. Se pensiamo alle patologie dell’ambito muscoloscheletrico, la stragrande maggioranza tende a guarire naturalmente da sola oppure (soprattutto nelle problematiche croniche) ha un andamento fluttuante, in cui i sintomi hanno degli alti e bassi proprio come delle montagne russe. Per esempio un attacco di mal di schiena, anche senza fare niente, può impiegare circa un mese a guarire; se io in quel mese mi rivolgessi ad un osteopata (o anche fisioterapista per carità) che mi vede una volta a settimana per quattro settimane, potrei ragionevolmente attribuire a lui la mia guarigione. Andare al cinema una volta la settimana probabilmente avrebbe sortito lo stesso effetto sulla mia schiena.

Oltre a questo alcuni trattamenti non efficaci possono ridurre il dolore grazie al famoso effetto placebo, anche se ricordiamoci che alcune tecniche manuali utilizzate dagli osteopati (ma anche dai fisioterapisti) hanno anche validità scientifica. Se pensiamo a tutto ciò non stupisce che tutte i disturbi solitamente trattati dall’osteopatia presentano una di queste caratteristiche:

  • guarigione naturale;
  • andamento fluttuante;
  • risposta all’effetto placebo;

Se fate caso in tutti i manifesti pubblicitari di studi osteopatici compariranno le stesse problematiche quali: reflusso gastroesofageo, stress, mal di testa, cervicalgia, lombalgia, coliche, plagiocefalia. Queste sono caratterizzate da uno o più elementi della triade sopra citata.

Il fisioterapista oltre a trattare problematiche più insidiose tratta sì anche queste problematiche, ma con un approccio differente. L’osteopata tende a trattare più del necessario e a volte propone “abbonamenti” mensili a tempo indeterminato, mentre un fisioterapista competente saprà aiutarti nella gestione della problematica corrente in un tempo discreto, solitamente concordato, rendendoti completamente autonomo, per non tornarci più. Andare regolarmente dal fisioterapista o dall’osteopata non è necessario per nessuno, il nostro corpo è in grado di guarirsi e mantenersi in salute da solo senza aiuti esterni. Non siamo macchine, non abbiamo bisogno di un meccanico quando stiamo male; siamo più simili ad un giardino di cui si possiamo avere cura in autonomia. Se il fisioterapista ti può aiutare a capire come utilizzare la canna dell’acqua per bagnare il tuo giardino, guardati bene da professionisti che annaffiano le piante mentre sta già piovendo.

L’osteopatia craniosacrale non è stata confermata efficace da nessuno studio.


Tiriamo le somme.

Fisioterapista e osteopata hanno alcune caratteristiche che li accomunano, è quindi ragionevole che molte persone abbiano dei dubbi riguardo alle loro differenze. Entrambi agiscono principalmente in ambito muscoloscheletrico, entrambi utilizzano nella loro pratica tecniche di terapia manuale (manipolazioni, mobilizzazioni articolari, massaggio..), ma soprattutto entrambi hanno come obiettivo ultimo aiutare le persone a stare meglio.

Non fraintendetemi, è totalmente ok impiegare le proprie risorse economiche e di tempo come si vuole, soprattutto in caso di esperienze positive, d’altronde tutti apprezzano essere ascoltati, rassicurati e ricevere un trattamento piacevole.

Tuttavia ricordiamoci che l’enorme differenza tra le due professioni è la base scientifica su cui si fondano: la fisioterapia non si basa su di una teoria specifica, è in continuo progresso in accordo con quello che la scienza scopre sul dolore, mentre l’osteopatia si basa su presupposti non comprovati e immutati dalla loro origine.

Se penso alla mia esperienza clinica ho visto troppi pazienti afflitti ed impotenti dopo essere stati seguiti da professionisti che li hanno resi dipendenti dal loro trattamento e gli hanno fornito strategie che sappiamo non essere efficaci, chiaramente senza ottenere alcun risultato. Questo mi rattrista parecchio. Se volete accettare un consiglio, quando si parla di salute affidatevi a qualcuno che vi supporti in un percorso di trattamento basato sulla scienza e che davvero vi dia risultati a lungo termine senza dover bussare ogni volta alla sua porta.

Fabio Bernardi

Fabio Bernardi

Laureato in Fisioterapia a Milano. Consegue poi il Master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici nel 2019. Lavora come libero professionista a Milano. Si occupa principalmente della gestione di pazienti con dolore persistente.

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