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Dito insaccato: cosa bisogna fare?

Dito insaccato: cosa bisogna fare?

  • 24 March 2021
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Il dito insaccato, o distorsione dito, è un evento traumatico che si verifica a carico di una qualsiasi delle articolazioni delle dita della mano: le metacarpo-falangee, le interfalangee prossimali o distali.
Andiamo a scoprire quali sono le sue caratteristiche, i sintomi ed i rimedi nei capitoli di questo blog, analizzando anche come avviene il meccanismo lesivo per il pollice insaccato!


Dito insaccato: cos’è? 

Avere il dito medio insaccato, per esempio, implica la presenza di un processo infiammatorio, necessario a riparare le strutture che sono state danneggiate con il trauma o con l’evento distorsivo.


Devi sapere che l’infiammazione, sebbene sia intesa da molti come qualcosa di estremamente negativo e di cui liberarsi al più presto, è il modo con cui il nostro corpo si ripara. Quando ci tagliamo, quando ci procuriamo delle dita insaccate o, più in generale, in presenza di un trauma è possibile che si verifichino delle lesioni più o meno gravi che devono essere inevitabilmente riparate. 


Potrebbe trattarsi semplicemente di qualche vaso sanguigno, dei tessuti molli capsulari e legamentosi o, nei casi più gravi, di vere e proprie fratture o lesioni tendinee. 
Dopo una lesione, la zona interessata viene irrorata maggiormente di sangue e di conseguenza potrebbe arrossarsi, gonfiarsi e diventare più calda proprio ad indicare un processo infiammatorio in atto. Inoltre diventa più sensibile, dolorante ed il movimento risulterà molto limitato proprio per convincerci a tenerla momentaneamente a riposo.


Dito insaccato: cause ed evento traumatico

Questo tipo di infortunio è molto comune tra gli sportivi, in particolare pallavolisti e rugbisti, tuttavia è facile anche procurarsi un dito incalcato alla mano durante le faccende domestiche o a lavoro. Anche le dita dei piedi sono spesso coinvolte: a chi non è successo di sbattere di notte il mignolo contro uno spigolo?
In ogni caso, teniamo bene a mente che deve essere presente un trauma o un evento scatenante che giustifichi l’infiammazione perché, in caso contrario, potrebbe non trattarsi di una distorsione e potrebbe essere necessario fare degli accertamenti. 
Se, come dicevamo, l’infiammazione è un fenomeno assolutamente normale dopo un trauma ed utile per riparare i tessuti lesionati, ci sono alcune patologie che prevedono l’infiammazione in assenza di una lesione.
Le patologie reumatiche colpiscono molto frequentemente le articolazioni della mano, spesso più di una alla volta e, in questo caso, l’infiammazione non è in alcun modo utile. 
Questo non significa che devi andare dal reumatologo ogni volta che sospetti una slogatura al dito della mano! Ricordati solo che in assenza di trauma probabilmente non si tratterà di un dito insaccato.


Dito insaccato: sintomi

Immaginiamo di avere una distorsione dito indice: cosa possiamo notare?
Probabilmente sarà evidente un ematoma dovuto alla lesione di piccoli vasi o dei tessuti molli irrorati. 
Con un dito insaccato o rotto sarà presente anche rossore e gonfiore a livello dell’articolazione che limita il movimento: questo potrebbe essere dato da un versamento di sangue, dalla presenza di infiammazione o da entrambe le cose. Di solito il movimento è dolente ma possibile all’inizio e diventa sempre più limitato nel giro di qualche ora.
Il dolore è molto acuto nei primi giorni, talvolta pulsante e presente anche a riposo ed aumenta notevolmente appena proviamo a muovere il dito insaccato. Dopo qualche giorno, se abbiamo tenuto il dito a riposo, il dolore dovrebbe diminuire gradualmente ed il movimento diventare a poco a poco sempre meno doloroso e pungente. 

Questi sono i sintomi di un tipico dito insaccato, tuttavia ce ne sono altri che dovrebbero farci pensare ad una lesione più grave che ha bisogno di una maggiore attenzione.
Abbiamo detto che il movimento è limitato ed è giusto che lo sia, ma attenzione quando il movimento non è proprio possibile! Avere una falange cadente che non risponde ai comandi potrebbe dipendere da una lesione tendinea che deve essere trattata chirurgicamente al più presto prima che il tendine si retragga.
Abbiamo anche detto che nei primi giorni è assolutamente normale sentire un dolore molto acuto anche a riposo e questo non deve spaventarci! Tuttavia se il dolore persiste senza calare per diversi giorni, è presente di notte e non diminuisce in alcun modo, è bene assicurarsi che non sia presente una frattura.
Infine, sebbene sia abbastanza comune avere il dito leggermente deviato anche dopo la completa guarigione, nel caso in cui il dito si lussi durante il trauma è importante che sia un professionista a rimetterlo in sede.


Dito insaccato: cosa fare?

Arrivati fin qui, abbiamo capito che infiammazione è da un lato fastidiosa ma dall’altro assolutamente necessaria per riparare il danno! Proviamo a vederla in questo modo:
Abbiamo un tubo rotto che perde all’interno della muratura e, per ripararlo, chiamiamo l’idraulico. Inevitabilmente gli operai devono fare rumore per rimuovere la parte di parete e avremo polvere e calcinacci per tutta la stanza, inoltre a causa della confusione faremo fatica a studiare, leggere o parlare al telefono.
Dove voglio arrivare? L’infiammazione è proprio come l’idraulico: avrò dolore, non riuscirò a muovere il dito ma è necessaria per riparare le strutture compromesse!

Quindi cosa dobbiamo fare per tornare a leggere o a telefonare in santa pace? 
Sarete d’accordo con me che mandare via l’idraulico sia controproducente: avrei risolto il problema del rumore ma non quello della tubatura! Quello che posso fare è, per quanto possibile, rendermi utile in modo che i lavori finiscano prima!

Pensiamo ora all’infiammazione che sta cercando di riparare il nostro pollice insaccato: combatterla esclusivamente con potenti anti-infiammatori sarebbe controproducente (sarebbe come cercare di cacciare l’idraulico!) ma ci sono alcune cose che ci potrebbero aiutare a ‘velocizzare i lavori’, vediamole insieme!

Nei primi giorni dopo aver insaccato il pollice è bene cercare di evitare di sollecitare eccessivamente il dito in questione: farlo sarebbe come interrompere continuamente gli operai mentre lavorano, allungando inutilmente le tempistiche. Evita quindi di utilizzarlo nelle attività quotidiane su cui hai poco controllo, di farlo urtare contro superfici dure o di proseguire la tua attività sportiva imbottendoti di anti-infiammatori e senza prendere le dovute precauzioni!
Una buona strategia potrebbe essere quella di utilizzare una fasciatura o una ortesi più rigida.

Quando il dolore ci fa davvero impazzire o ci impedisce di svolgere attività che non possiamo rimandare possiamo ricorrere a ghiaccio, terapia manuale o, se non dovesse bastare, antidolorifici ed anti-infiammatori.
Ebbene sì, utilizzare farmaci non è vietato e non dobbiamo per forza soffrire per lasciare l’idraulico lavorare! 


Quello che voglio dirvi è che ogni situazione va valutata e contestualizzata: se devo per forza presentarmi a lavoro o giocare la finale con la mia squadra di pallavolo e sono disposto a ‘rallentare i lavori’ per farlo, posso ricorrere anche agli anti infiammatori. È come se provassimo a utilizzare delle cuffie per non sentire rumore ma far procedere i lavori (ghiaccio, terapia manuale) oppure possiamo chiedere agli operai di interrompere momentaneamente e ripresentarsi il giorno successivo.

Un’altra cosa che può aiutare il nostro dito incalcato a guarire è il movimento! Muovere in modo controllato l’articolazione è un ottimo modo per ridurre il gonfiore, recuperare più velocemente la mobilità e migliorare la qualità dei tessuti. Ovviamente nei primi giorni il movimento concesso sarà poco e dobbiamo stare attenti a non esagerare ma con il passare dei giorni potrai muoverti sempre di più, aggiungere delle resistenze o inserire il movimento in attività sempre più complesse.
Il concetto è: muoversi è meglio di non fare nulla ed aspettare che l’idraulico faccia tutto il lavoro! Non posso sostituirmi all’idraulico in tutto e per tutto ma posso aiutare a rimuovere i calcinacci e a riverniciare i muri! Se proprio non puoi farne a meno, rivolgiti ad un fisioterapista della tua zona; magari un fisioterapista di Vicenza, fisioterapista di Milano, fisioterapista di Roma, fisioterapista di Torino…


Conclusione

Se hai un pollice insaccato e non sai cosa fare, ricordati che un fisioterapista specializzato potrà aiutarti a capire se si tratta di una lesione gestibile oppure una più grave che necessita di maggiore attenzione.
Potrà inoltre consigliare per il tuo dito insaccato i rimedi migliori per la gestione del dolore e per velocizzare i ‘lavori in corso’.


Bibliografia

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