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Metameri: si possono davvero trattare?

Metameri: si possono davvero trattare?

  • 9 June 2021
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Il trattamento dei metameri è una tecnica, la cui origine non è rintracciabile, che presuppone un trattamento attraverso un approccio manuale delle cosìdette zone metameriche ovvero di alcune zone, aree o sezioni del nostro corpo la cui localizzazione risulterebbe essere delimitata dalle aree di innervazione dei nervi spinali anche detti metameri vertebrali o metameri ossei. Tale approccio si definisce olistico dal momento che il suo obiettivo è quello di determinare modificazioni attraverso la pelle e i tessuti muscolari, di tutta una serie di organi, del tessuto connettivo, della circolazione linfatica, della circolazione venosa e delle patologie correlate a questi sistemi. Il fine ultimo di tale approccio è quindi quello di trattare questi metameri disfunzionali per riequilibrarli e per permettere ai metameri di tornare in asse e di conseguenza determinare un ritorno allo stato di benessere del soggettoAndiamo quindi a vedere qual è la definizione di metamero e la loro reale o fittizia possibilità di trattamento.


Metameri: cosa sono?

La definizione di metamero è dunque l’area di pertinenza di un solo nervo spinale e di entrambe le sue radici sia dal punto di vista dell’area cutanea innervata al livello sensoriale (dermatomero) che dal punto di vista dei muscoli innervati (miomeri). I metameri, chiamati anche neuromeri, possono essere suddivisi in cervicali, dorsali, lombari, sacrali e coccigei. I metameri costituiscono la sede dei Riflessi Nervosi Segmentali a cui corrispondono zone periferiche per le aree Sensoriali cutanee e le aree effettrici muscolari. Essi ricevono impulsi dalla periferia attraverso la radice posteriore e li inviano a loro volta dalla radice anteriore del nervo spinale. Funzionano come un arco riflesso generando risposte nervose involontarie. Ad essi corrispondono aree sensoriali cutanee, chiamati Dermatomeri e aree effettrici muscolari, chiamati Miomeri. I dermatomeri impropriamente confusi con i metameri sono quindi solo quelle aree in cui il nervo spinale adempie le sue funzioni sensitive.

Cosa sono invece i metameri vertebrali o metameri del rachide? 

I metameri vertebrali altro non sono che le strutture innervate al livello sensoriale e motorio da tutti i nervi e le radici spinali che fuoriescono bilateralmente da ciascuna vertebra della colonna spinale.

I metameri sono il principio su cui si basa l’evoluzione degli esseri metamerici. Tale evoluzione è caratterizzata dalla suddivisione seriale del corpo o delle sue parti secondo la sua lunghezza in una serie di elementi serializzati, ognuno dei quali può essere denominato, a seconda del contesto e della parte del segmento, metamero, mesomero o somite. Lo sviluppo viene regolato da particolari sequenze di DNA che dirigono i geni coinvolti nella regolazione delle procedure di sviluppo o morfogenesi nei viventi. Essa è particolarmente evidente durante le fasi di sviluppo embrionale, quando i metameri si formano l’uno dopo l’altro. Allontanandosi dal capo, i segmenti risultano essere di formazione più recente. L’organizzazione metamerica nel corpo dell’adulto formato si può identificare in diversi aspetti come: la successione delle vertebre spinali, così come la divisione delle radici dei nervi spinali e l’organizzazione tutta del nostro sistema nervoso periferico ovvero dei nervi. 


Tipi di metameri 

I tipi di metameri più comunemente citati risultano essere i metameri vertebrali. Ogni nervo infatti possiede un’area di innervazione specifica sia al livello muscolare che sensoriale, il cosìdetto metamero vertebrale. Dal momento che i nervi fuoriescono direttamente dalle radici vertebrali spesso avrai sentito parlare di metameri vertebrali distinti in:

  • metameri cervicali
  •  metameri dorsali
  •  metameri lombari
  •  metameri sacrali
  • metameri coccigei. 

Rispetto all’organizzazione metamerica del corpo umano numerosi sono stati gli studiosi che si sono occupati di cercare di definirla. Il primo tra tutti fu Foerster nel 1933 seguito poi da Lee nel 2008 che ha svolto una revisione delle conoscenze rispetto a tale realtà. La quasi sovrapponibilità delle aree precedentemente descritte da Foerster con quelle descritte da Lee ci fa capire come i metameri siano da un lato riconoscibili in tutti i soggetti dall’altro come la variabilità interpersonale e la vicinanza delle aree di innervazioni risulti determini una demarcazione pressocchè inestricabile dei metameri. Inoltre quanto le radici nervose o il nervo stesso dei metameri determinano dolore diventa realmente impossibile comprendere la struttura che ne è la causa vista anche la possibile sovrapposizione di queste aree con dolori riferiti da altre strutture corporee distanti. 


metameri: trattamento

È dunque realmente possibile trattare i metameri? È possibile?

Assolutamente no. I motivi per cui il trattamento metamerico appartiene all’ambito delle pseudoscienze deriva da una serie di ragioni:

  1. L’estrema variabilità interindividuale
  2. La sovrapposizione ed estrema vicinanza delle aree metameriche
  3. L’estrema sovrapposizione delle aree di dolore generate da un neuromero e da altre strutture corporee potenzialmente afferenti alla stessa zona
  4. La conclusione degli ultimi studi di ricerca sul fatto che le aree metameriche sono innacurate 
  5. L’inverosimilarità delle affermazioni, mai dimostrate, del fatto che il trattamento metamerico abbia effetti sul sistema viscerale, organico ed emozionale dell’individuo 

Naturalmente nessuno di noi è uguale all’altro quindi l’affidarsi a una mappa per rintracciare su ogni persona le aree di innervazione è a dir poco impossibile. Le mappe metameriche sono uno strumento importante in clinica per capire ogni regione del corpo a quale nervo è collegata e per poter fare diagnosi differenziale ma non sono mappe da utilizzare per capire le aree di demarcazione da trattare al livello metamerico. 

La vicinanza delle aree metameriche unita alla sovrapposizione delle stesse e all’intercomunicazione tra nervi di livelli vertebrali differenti non rende univoco il neuromero. 

A tale discorso si collega inoltre lo studio di Slipman del 1998 che ha mostrato come le aree di dolore (dinatomeri) non corrispondono minimamente alle aree metameriche dal momento che spesso un dolore può irradiare e correre lungo metameri differenti e coinvolgerne più di uno. 

Anche gli ultimi studi di ricerca hanno confermato l’inaccuratezza delle mappe dermatoriche utilizzate comunemente confermandone il valore nel ragionamento clinico piuttosto che in quello di trattamento. Ad esempio il significato di un metamero lombare in clinica può essere quello di identificare, attraverso la descrizione dell’area di dolore da parte tua, quale può essere il nervo o la radice nervosa implicata (es. dolore dietro la coscia che arriva fino al piede=metamero lombare L5-S1,). Infatti la conoscenza del metamero lombo sacrale può essere utile per capire l’origine spinale di un dolore irradiato lungo la gamba oppure la conoscenza del metamero cervicale implicato ci può aiutare nell’identificare la radice nervosa causa della tua sofferenza ad esempio lungo il braccio

Molti studi hanno infine dimostrato che non ci sono cambiamenti al livello vegetativo, immunitario, endocrino o viscerale a seguito di trattamenti con tecniche manuali è quindi smentita una possibile correlazione tra trattamento metamerico e sistema viscerale, emozionale e organico. Tali conclusioni ti renderanno chiaro come sia impossibile essere sicuri di trattare uno specifico segmento, come sia impossibile attribuire a una qualsivoglia disfunzione metamerica (metameri non in asse, rotazione dei metameri, spondilosi dei metameri) l’origine del problema del paziente, come sia altrettanto impossibile riallineare, riequilibrare o mettere in asse i metameri al livello manuale e come sia inversomile attribuire al trattamento dei metameri l’efficacia di un qualsiasi trattamento riabilitativo.


Conclusione 

Giunti alla conclusione di questo articolo voglio stimolare in te la necessità di non affidarti a trattamenti inutili che potrebbero invece ritardare l’accesso al trattamento giusto per te. È assolutamente necessario affidarsi a un fisioterapista specializzato che sia in grado di valutare quale sia la reale fonte del tuo dolore, capire se lui è il professionista giusto per la tua patologia o se deve riferirti a una valutazione medica e infine se necessario iniziare un trattamento riabilitativo basato sulle ultime evidenze scientifiche ritagliato sulle tue caratteristiche individuali e patologiche.  


Bibliografia

Lee MW, McPhee RW, Stringer MD. An evidence-based approach to human dermatomes. Clin Anat. 2008 Jul;21(5):363-73. doi: 10.1002/ca.20636. PMID: 18470936.

Millan M, Leboeuf-Yde C, Budgell B, Amorim MA. The effect of spinal manipulative therapy on experimentally induced pain: a systematic literature review. Chiropr Man Therap. 2012 Aug 10;20(1):26. doi: 10.1186/2045-709X-20-26. PMID: 22883534; PMCID: PMC3527169.

Dott. Marco Gallotti

Dott. Marco Gallotti

Laureato in Fisioterapia con 110/110 e lode presso l’Universita Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 2015. Master in Neuroriabilitazione presso l’Università La Sapienza di Roma nel 2017, Master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici nel 2019 presso il Campus di Savona. Assistente alla docenza presso il Master in Fisioterapia Muscoloscheletrica e Reumatologica di Roma Tor Vergata, Referente Regionale Lazio Gruppo di Terapia Manuale. Laurea Magistrale in Fisioterapia in corso.
Libero professionista operante in studi privati in zona Marconi e Laurentina, svolgo anche terapie domiciliari.

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