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Morbo di Haglund: come curarlo?

Morbo di Haglund: come curarlo?

  • 12 February 2021
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Il morbo di Haglund, chiamato anche sindrome di Haglund, è descritto come una prominenza ossea del calcagno posteriore, che colpisce la borsa e il tendine di Achille con la formazione di un ingrossamento osseo all’attacco del tendine.

I tessuti molli vicini al tendine (legamenti, nervi, vasi sanguigni,articolazioni) possono irritarsi a causa dello sfregamento tra la formazione ossea e le scarpe rigide, creando infiammazione e comparsa dei sintomi, spesso causa di interruzione dell’attività sportiva da parte del paziente. In radiografia si nota una prominenza ossea nella parte posteriore del calcagno a livello della tuberosità calcaneare, associata alla formazione di osso all’attacco del tendine di Achille e al suo interno.

Il dolore al tallone posteriore è la caratteristica di presentazione della deformità di Haglund , può essere associato a zoppia e gonfiore e solitamente compare mentre il paziente inizia a camminare dopo un periodo di riposo; questa condizione può coinvolgere un solo piede o entrambi, peggiorando il grado di disabilità percepito dal soggetto.

Durante la valutazione diagnostica, deve essere presa in considerazione l’anamnesi di qualsiasi condizione reumatologica come gotta o artrite reumatoide e la sindrome di Haglund deve essere ben distinta rispetto a fascite plantare (che da dolore alla pianta del piede), sperone calcaneare, tendinopatia dell’achilleo e borsite calcaneare.


Malattia di Haglund: cause

La deformità di Haglund è una condizione idiopatica, ma tra i fattori di rischio si annoverano l’età (colpisce maggiormente persone di mezza età con maggior incidenza nelle donne), l’ereditarietà, una maggiore tensione al tendine di Achille,  un aumento della volta plantare (piede cavo), problemi di sovraccarico agli arti inferiori, l’utilizzo di scarpe strette o poco aderenti, movimento alterato delle articolazioni del piede con rigidità dell’articolazione tra le ossa che compongono la caviglia e un eccessivo allenamento soprattutto nella corsa.

In radiografia si nota una prominenza ossea nella parte posteriore del calcagno con formazione di osso all’attacco del tendine di Achille e al suo interno, causa di maggior compressione che genera il sintomo del paziente e segno radiografico che, insieme a storia del soggetto e i risultati clinici, concorre a chiarire la diagnosi, ulteriormente conclamata da una eventuale risonanza magnetica.


Morbo di Haglund: sintomi

La sintomatologia tipica del Morbo di Haglund è caratterizzata da:

  • Dolore nella parte posteriore di un tallone o di entrambi
  • Zoppia
  • Dolore all’inizio di un’ attività (non per forza sportiva) dopo un periodo di riposo prolungato.
  • Protuberanza sul tallone che crea un rigonfiamento posteriore

Segni di infiammazione come gonfiore, calore, arrossamento, ipersensibilità e limitazione funzionale, possono essere presenti. Se viene eseguito un attento esame fisico, è possibile distinguere se l’infiammazione è anteriore al tendine di Achille o posteriore.


Morbo di Haglund: terapia

Nella gestione del Morbo di Haglund, la strategia iniziale di trattamento è spesso riabilitativa e comprende una rivalutazione della scarpa del paziente, con possibilità di utilizzo di cuscinetti per sollevare il tallone e per ridurre il carico sulla struttura,  crioterapia e  farmaci per gestire il gonfiore, esercizi di stretching e di rinforzo muscolare per alleviare la tensione sul tendine di Achille. 

Se il trattamento fisioterapico o conservativo del Morbo di Haglund non fosse efficace, potrebbero essere utilizzate tecniche di trattamento chirurgico come la decompressione retro-calcaneare o l’osteotomia calcaneare, anche se la rimozione delle prominenze ossee del calcagno è richiesta solo in casi resistenti all’approccio riabilitativo. Alcuni studi riportano che una buona percentuale dei pazienti è migliorata con il trattamento non chirurgico e la chirurgia è stata indicata solo nei casi in cui il trattamento fisioterapico non ha funzionato in un periodo di tempo dai 3 ai 6 mesi.


Morbo di Haglund: riabilitazione

L’approccio riabilitativo, svolto da un fisioterapista specializzato, per la gestione della sindrome di Haglund prevede manovre di massaggio trasverso profondo a livello del tendine d’Achille ed esercizi di stretching per ridurre la compressione dei tessuti intorno (tendini, legamenti, nervi, vasi), insieme ad esercizi di rinforzo muscolare in accorciamento e allungamento con aumento del carico (elastici, pesi) per migliorare l’estensibilità e la resistenza del tendine d’Achille.

In un’ottica di progressione di carico e intensità, si possono eseguire esercizi in appoggio su entrambi gli arti inferiori, per poi passare ad un lavoro in carico solo sull’arto colpito dalla prolematica, utilizzando anche bolle e superfici instabili per aumentare la difficoltà dell’esercizio proposto e per migliorare l’adattamento del piede in appoggio su varie superfici.

Per quanto riguarda il ritorno all’attività sportiva di soggetti affetti da sindrome di Haglund, sarà importante inserire esercizi che vanno ad allenare forza reattiva ed esplosiva e mirati per il recupero del gesto atletico specifico, come balzi, salti, cambi di direzione. In concomitanza si può inserire all’interno del percorso riabilitativo un programma di training della corsa, partendo dalla scelta della scarpa, per aumentare la performance del tendine, migliorando l’assorbimento dei carichi e riducendo le forze di impatto al suolo. 

Qualora si optasse per l’intervento chirurgico, il trattamento riabilitativo post-opertorio della sindrome di Haglund avrà l’obiettivo di aumentare l’elasticità dei tessuti, recuperare la mobilità della caviglia e migliorare la gestione del piede e dell’arto inferiore con tecniche di mobilizzazione passiva e attiva-assistita, che possono essere applicate anche nelle articolazioni di piede, ginocchio, anca e bacino per migliorare la mobilità generale dell’arto. Nel paziente post-chirurgico, il ritorno al carico deve essere graduale e non deve sollecitare eccessivamente la resistenza del tendine, per evitare complicanze nella fase di guarigione dei tessuti operati; seguirà poi un intervento riabilitativo simile all’approccio conservativo per il ritorno del paziente alle attività della vita quotidiana e a quelle sportive.


Conclusione

La deformità di Haglund è una delle cause di dolore nella zona posteriore del piede negli adulti, ma è ancora una condizione clinica poco conosciuta.

Solitamente si associa a sofferenza del tendine d’Achille, che spesso porta il soggetto ad interrompere l’attività sportiva e ad avere disabilità anche nelle attività della vita quotidiana. L’ispessimento osseo posteriore al tallone può inoltre creare problemi durante il cammino per sfregamento contro la scarpa, andando ulteriormente ad irritare la zona infiammata.

I Fans possono essere utili in fase acuta per migliorare l’eliminazione di agenti infiammatori e la vascolarizzazione della zona.

Un programma di esercizi mirato a migliorare la mobilità delle strutture ossee e articolari, ad aumentare l’estensibilità e la resistenza del tendine e la sua tolleranza al carico, può essere utilizzato come approccio conservativo.

Nello sportivo è molto utile inserire un programma di ritorno allo sport rieducando il gesto specifico (corsa, cambi di direzione, salti), per migliorare la capacità di carico delle strutture e per prevenire recidive, in quanto preparare il soggetto sportivo a sopportare i carichi di allenamento e a migliorare il controllo motorio durante il gesto sport-specifico può essere utile per evitare problematiche di sovraccarico, fattore di rischio per l’insorgenza di recidiva del Morbo di Haglund.

La gestione conservativa è spesso efficace nella maggior parte dei casi e la chirurgia è richiesta solo nei casi di fallimento dell’approccio fisioterapico a lungo termine.


Fonte

Vaishya R, Agarwal AK, Azizi AT, Vijay V. Haglund’s Syndrome: A Commonly Seen Mysterious Condition. Cureus. 2016 Oct 7;8(10):e820. 

Sofka CM, Adler RS, Positano R, Pavlov H, Luchs JS. Haglund’s syndrome: diagnosis and treatment using sonography. HSS J. 2006;2(1):27-29. doi:10.1007/s11420-005-0129-8

Dott. Davide Maria Condoleo

Dott. Davide Maria Condoleo

Fisioterapista con esperienza in ambito ortopedico, neurologico e sportivo, con ottime capacità di lavoro d’equipe.
Competenze nella gestione del paziente post-chirurgico e del paziente con problematiche muscolo-scheletriche.

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