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Onde d’urto radiali: cosa sono, servono davvero?

Onde d’urto radiali: cosa sono, servono davvero?

  • 10 November 2021
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Le onde d’urto sono uno strumento che rientra nella grande categoria delle terapie fisiche, utilizzato spesso in clinica per il trattamento dei disordini muscolo scheletrici. Esistono due tipi di onde d’urto: le onde d’urto radiali e le onde d’urto focali. Prima di capire la differenza tra onde d’urto focali o radiali andiamo a capire il meccanismo d’azione dell’onda d’urto. L’onda d’urto inizia da uno stimolo meccanico esterno, applicato sulla cute del paziente, generalmente tramite un manipolo, che si dipana attraverso i tessuti tramite onde acustiche pulsate le quali, attraverso il processo di meccanotrasduzione, vengono convertite in una serie di segnali biochimici all’interno dei tessuti bersaglio. Tali segnali sono stati riconosciuti di comprovata efficacia nella rigenerazione dei tessuti.

Infatti, grazie a tali segnali biochimici, avviene una forte produzione di proteine, ossido nitrico e fattori di crescita specifici che determinano un aumento della neoangiogenesi (quindi produzione di nuovi vasi), della proliferazione di tenociti e fibroblasti e della sintesi del collagene, migliorando ulteriormente il metabolismo tissutale, la guarigione e il rimodellamento. La cavitazione acustica formata dall’onda d’urto è il secondo effetto delle onde d’urto che promuove la rigenerazione dei tessuti aumentando la permeabilità della membrana cellulare rompendo efficacemente i depositi di calcificazione nei tessuti molli. Le suddette cascate di eventi biologici supportano il fatto che le onde d’urto possono essere impiegate per ridurre il dolore, aumentare il flusso sanguigno nei tessuti ischemici, ammorbidire i tessuti calcificati, trattare la fibrosi tissutale e rilasciare aderenze, nonché alleviare la rigidità post-traumatica, migliorando così la funzione fisica e le prestazioni in attività sportive. Attenzione però, le onde d’urto radiali o focali, seppur risultino essere uno strumento molto efficace, devono essere utilizzate in specifiche situazioni e patologie. Leggiamo insieme questo articolo per capire se le onde d’urto radiali e focali sono realmente utili per il tuo caso o meno. 

Onde d’urto: cosa sono? 

Qual è la differenza tra le onde d’urto tra radiali e focali? Vediamolo insieme!

Ciò che determina la differenza tra onde d’urto radiali e focali si basa sul percorso di propagazione dell’energia acustica attraverso il tessuto biologico. La terapia ad onde d’urto può essere ad onde d’urto focali (o focalizzate) nel momento in cui le onde acustiche hanno un andamento centripeto ovvero dalla periferia vanno verso il centro (in altre parole le onde da divergenti diventano convergenti su un punto specifico). 

La terapia ad onde d’urto radiali invece genera delle onde d’urto centrifughe ovvero onde che dal centro vanno verso la periferia (in altre parole le onde da convergenti diventano divergenti su più punti periferici). Naturalmente la differenza tra onde d’urto focali e radiali al livello meccanico determina anche differenze negli effetti terapeutici. Le onde d’urto radiali e focali hanno, quindi, indicazioni e controindicazioni, pertanto, ogni terapia dovrebbe essere considerata in base alla modalità specificatamente più efficace.

Onde d’urto radiali: per quali patologie? 

Per quali patologie sono più efficaci le onde d’urto radiali? Quali sono le indicazioni delle onde d’urto radiali e focali?

La maggior parte degli studi che si sono occupati di valutare l’efficacia delle onde d’urto nelle problematiche muscoloscheletriche si sono focalizzate sulle seguenti patologie: fascite plantare calcifica (spina calcaneare) e non calcifica, tendinopatia Achillea, tendinopatia della cuffia dei rotatori calcifica e non calcifica, ed epicondilite. Le Onde d’urto radiali per spina calcaneare sembrano essere utili in un solo studio che si è occupato di valutarne l’efficacia mentre risulta essere ben più efficace l’onda d’urto focale (tale dato è confermato da molteplici studi di elevata qualità metodologica). Gli studi che si sono occupati di valutare l’efficacia delle onde d’urto radiali sulla tendinopatia Achillea risultano avere forti limiti metodologici nel disegno di studio pertanto anche i risultati sono molto discutibili mentre le onde d’urto focali sembrano essere molto più efficaci soprattutto se settate ad alta potenza ed utilizzate sulla porzione intermedia del tendine. Nelle tendinopatie calcifiche di spalla invece sembrano essere utili, sempre ad alta potenza ed alta dose, le onde d’urto focali nel migliorare dolore e funzione e non quelle radiali che presentano ancora i problemi metodologici e una scarsa robustezza dei conseguenti risultati di cui sopra. Anche nelle epicondiliti di gomito le sole onde d’urto focali sembrano essere leggermente più efficaci di un trattamento placebo mentre ci sono pochi studi e di bassa qualità relativi alle onde d’urto radiali. 

Onde d’urto radiali: servono davvero?

Le onde d’urto radiali servono davvero? La risposta è no, o meglio non abbiamo ad oggi degli studi di elevata qualità che ne certifichino la reale efficacia, spesso le conclusioni degli studi che si sono occupati dell’argomento sono contradditorie e sicuramente non può essere considerata come unico metodo di trattamento per le patologie muscoloscheletriche sulle quali vengono generalmente più utilizzate. Le onde d’urto focali invece sembrano essere più efficaci rispetto alle radiali soprattutto su patologie largamente studiate come la tendinopatia Achillea e la fascite plantare o spina calcaneare ma anche qui non sussiste un comune accordo o dei dati certi sul dosaggio del trattamento e dell’intensità dell’onda d’urto. Ci tengo a ricordarti che a prescindere dal tipo di trattamento (focale o radiale) che ti dovesse venir prescritto, rimane in primo luogo necessario non ritardare l’inizio di trattamenti estremamente più necessari ed efficaci come il trattamento manuale e l’esercizio terapeutico, oltre che un processo educativo e gestionale della patologia che solo un fisioterapista specializzato in riabilitazione dei disordini muscoloscheletrici può darti. 

Onde d’urto radiali: controindicazioni

Esistono controindicazioni all’uso delle onde d’urto radiali?

Dopo aver visto le indicazioni all’uso delle onde d’urto radiali e focali vediamo quali sono le controindicazioni all’uso delle onde d’urto in generale, sia focali che radiali. Partiamo innanzitutto dai potenziali effetti collaterali. Può infatti succede soprattutto a seguito di applicazioni ad alte energie che si vadano a formare piccoli ematomi o ecchimosi superficiali e di breve durata e un potenziale risveglio temporaneo della sintomatologia dolorosa. La riacutizzazione del dolore dopo trattamento con onde d’urto non deve essere interpretato come un evento avverso o negativo, ma come una possibile risposta fisiologica alla stimolazione meccanica sui tessuti. Al livello di vere e proprie controindicazioni invece le onde d’urto devono assolutamente essere evitate in caso di:

presenza di strutture delicate e sensibili, come encefalo, midollo spinale e gonadi nel campo focale; presenza di patologie tumorali e di tromboflebiti dove si dovrebbero applicare le onde d’urto; gravidanza; presenza di organi come polmoni o intestino nel campo focale; fratture o dislocazioni. 

Vengono identificate come controindicazioni relative:

la presenza di pacemaker o elettrostimolatori di diversa origine (in particolare per i pazienti portatori di pacemaker, si dovrà porre attenzione a quale tipo di generatore utilizzare); le malattie o le alterazioni della coagulazione del sangue (coagulopatie con tendenza al sanguinamento): in tali casi, il medico valuterà per ogni singolo paziente l’idoneità o meno al trattamento, ed eventualmente anche il tipo di strumentazione da utilizzare.

Conclusioni

Le onde d’urto radiali sono sicuramente uno strumento largamente diffuso in fisioterapia. Il fatto di essere diffuse, però, così come tante altre terapie fisiche che vanno molto di moda, non è sinonimo di efficacia. Nel caso particolare delle onde d’urto radiali abbiamo infatti visto la loro inefficacia nel trattamento delle patologie muscoloscheletriche per le quali erano state prescritte. Qualora venissero prescritte le onde d’urto radiali è comunque necessario abbinarle al trattamento fisioterapico che preveda anche un trattamento manuale e basato sull’esercizio terapeutico, oltre che un processo educativo e gestionale della tua patologia.  Senza dubbio prima di svolgere questo tipo di trattamenti è necessario, quindi, rivolgersi a un fisioterapista specializzato che saprà indicarti la terapia migliore per la tua patologia ed evitare terapie inutili e potenzialmente controindicate. 

Bibliografia

  1. Speed C. A systematic review of shockwave therapies in soft tissue conditions: focusing on the evidence. Br J Sports Med. 2014 Nov;48(21):1538-42. doi: 10.1136/bjsports-2012-091961. Epub 2013 Aug 5. PMID: 23918444.
  2. Schmitz C, Császár NB, Milz S, et al. Efficacy and safety of extracorporeal shock wave therapy for orthopedic conditions: a systematic review on studies listed in the PEDro database. Br Med Bull. 2015;116(1):115-138. doi:10.1093/bmb/ldv047
Dott. Marco Gallotti

Dott. Marco Gallotti

Laureato in Fisioterapia con 110/110 e lode presso l’Universita Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 2015. Master in Neuroriabilitazione presso l’Università La Sapienza di Roma nel 2017, Master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici nel 2019 presso il Campus di Savona. Assistente alla docenza presso il Master in Fisioterapia Muscoloscheletrica e Reumatologica di Roma Tor Vergata, Referente Regionale Lazio Gruppo di Terapia Manuale. Laurea Magistrale in Fisioterapia in corso.
Libero professionista operante in studi privati in zona Marconi e Laurentina, svolgo anche terapie domiciliari.

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