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Osgood schlatter: sintomi e trattamento

Osgood schlatter: sintomi e trattamento

  • 10 August 2021
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La malattia di Osgood- Schlatter è una patologia dell’accrescimento, che coinvolge prevalentemente i giovani in età adolescenziale che praticano sport ad alto impatto per il ginocchio, infatti è frequente nei giovani calciatori e pallavolisti.

La gestione in passato prevedeva il riposo assoluto dell’atleta, l’utilizzo di antinfiammatori e ghiaccio finchè l’infiammazione non fosse stata controllata, invece ora si opta per l’evitamento del riposo assoluto sostituito dall’utilizzo di esercizio terapeutico per migliorare l’equilibrio muscolare dell’arto inferiore, evitando che una contrazione eccessivamente forte del quadricipite possa stressare la tibia nella sua inserzione.


Osgood Schlatter: cos’è?

La malattia di Osgood-Schlatter è un’infiammazione dolorosa che coinvolge la parte della tibia dove si inserisce il legamento rotuleo ed è causata dalla contrazione ripetuta del quadricipite che crea micro-stress a livello della tibia, portando in alcuni casi a fratture da torsione e frammentazione del tubercolo tibiale. Il morbo di Osgood- Schlatter coinvolge solitamente pazienti tra i 9 e i 15 anni e viene gestita con un trattamento conservativo, nel quale si preferisce sempre di più utilizzare l’esercizio terapeutico a scapito di periodi di riposo prolungato e sospensione dall’attività, salvo in casi isolati in cui si ricorre alla chirurgia.


Osgood schlatter: sintomi

L’incidenza maggiore si ha nei maschi, che inizieranno a sviluppare sintomi all’incirca in un età compresa tra i 9 e i 15 anni, mentre le femmine colpite diventeranno sintomatiche tra gli 8 e i 12 anni, con un tasso di prevalenza che si aggira sull’ 11,4% negli uomini e sull’8,3% nelle donne, divario che si sta riducendo per l’aumento del numero di atlete adolescenti, soprattutto negli sport come il calcio e il basket.

I sintomi principali includono dolore associato agli indici infiammatori (gonfiore, rossore, tumefazione, limitazione funzionale), durante la contrazione del quadricipite, nel passaggio dalla flessione all’estensione e possono coinvolgere tutte le attività legate allo sport e alla vita quotidiana, incluso camminare, fare la scale, sedersi/ alzarsi, correre, saltare.

Il dolore è solitamente localizzato a livello della zona tibiale, dove si inserisce il legamento rotuleo e il tendine del quadricipite, seguono sensazione di rigidità e zoppia.

Se l’infiammazione coinvolge la borsa a livello del cavo popliteo, il dolore può essere anche posteriore e si può esacerbare con una flessione del ginocchio forzata.

La sintomatologia può durare fino a un anno dall’esordio e solitamente si risolve una volta raggiunta la maturità scheletrica, fino ad allora il trattamento conservativo è la terapia d’elezione, salvo i casi in cui sia necessario ricorrere all’intervento per inefficacia della gestione conservativa.


Malattia di Osgood Schlatter: cause

Solitamente si sviluppa nella fase di maturazione dell’osso, in cui con esami strumentali (ecografia, risonanza magnetica) si può osservare eventuale liquido infiammatorio e gonfiore a livello dei tessuti intorno alla tibia, della cartilagine, delle borse rotulee profonde e superficiali e la frammentazione del centro di ossificazione del tubercolo tibiale. 

La causa principale del morbo di Osgood- Schlatter è stata identificata con l’uso eccessivo della muscolatura, soprattutto del quadricipite, che crea delle trazioni a livello della tibia che portano alla frammentazione dell’apofisi tibiale con conseguente apporto di calcio (creando la protuberanza che si sente palpatoriamente). Tuttavia, anche la tensione dei muscoli posteriori della coscia e del polpaccio è associata all’insorgenza del morbo di Osgood-Schlatter. 


Osgood schlatter: diagnosi

Solitamente si utilizza l’ecografia, gold standard per la diagnosi del morbo di Osgood-Schlatter, con cui si esamina la zona della tibia coinvolta dalla trazione del quadricipite, considerando la fase di maturazione ossea della tibia presa in esame, complessivamente 4 e comprendono lo stadio cartilagineo, apofisario, epifisario e osseo.

Quello cartilagineo prevede una grande quantità di cartilagine, quello apofisario dal tendine rotuleo che si attacca alla cartilagine e al centro di ossificazione secondario nell’apofisi tibiale, quello epifisario, invece, è caratterizzato dalla connessione dell’ossificazione secondaria e della parte iniziale della tibia, mentre lo stadio osseo dalla completa ossificazione. 

La diagnosi solitamente viene fatta per presenza di frammentazione dell’osso e irregolarità del centro di ossificazione.

Alcuni studi riportano che i pazienti affetti da Morbo di Osgood-Schlatter hanno altezza, peso, indice di massa corporea e volume di allenamento maggiori rispetto ai soggetti sani di pari età, inoltre presentavano anche limitazioni di movimento articolare a livello di anca e caviglia, con probabile aumento di sovraccarico a livello del ginocchio, per cui la tensione del quadricipite femorale, del polpaccio e dei muscoli dell’anca è maggiore nei pazienti affetti dalla malattia di Osgood-Schlatter.

Secondo alcuni studi, lo sport regolare durante la fase di crescita e l’accorciamento del retto femorale ( uno dei quattro capi del quadricipite) sono i principali fattori di rischio associati alla malattia di Osgood- Schlatter, insieme alla scarsa flessibilità dei muscoli posteriori della coscia. La dorsiflessione limitata nell’articolazione della caviglia è associata ad una maggiore flessione del ginocchio, rotazione interna della tibia e pronazione del piede durante la fase di appoggio della corsa.

morbo di osgood-schlatter radiografia
Malattia di Osgood Schlatter alla radiografia

Osgood schlatter: trattamento

Solitamente Il morbo di Osgood-Schlatter si risolve entro 12-18 mesi dall’esordio, ma alcuni studi riportano che gli adolescenti riportano funzionalità dell’arto compromessa anche dopo la fase di recupero, con prolungamento della sintomatologia a 4 anni di follow-up, con colore associato ad alterazione della funzione del ginocchio e a un peggioramento della qualità della vita.

Il trattamento di prima scelta è quello conservativo, includendo un percorso di fisioterapia mirato al miglioramento della sintomatologia, alla regressione del sovraccarico, al miglioramento della gestione del carico e della funzionalità dell’arto.

Inizialmente la gestione del carico prevede una riduzione dell’attività sportiva ad alto impatto, con l’inserimento di esercizi specifici per il rinforzo della muscolatura debole ed esercizi per migliorare la mobilità articolare delle articolazioni dell’arto inferiore leso.

L’introduzione di esercizi isometrici per quadricipite, muscoli posteriori della coscia e abduttori (in particolare medio gluteo), migliorano il reclutamento muscolare senza stressare particolarmente l’articolazione del ginocchio, riducendo la sintomatologia e il dolore.

Esercizi in catena cinetica chiusa (esempio ponte glutei a due gambe o a una gamba, squat, affondi) possono essere utilizzati in un’ ottica di progressione di carico per migliorare il reclutamento globale della muscolatura dell’arto, senza stressare eccessivamente la zona tibiale colpita dal morbo di Osgood-Schlatter e migliorando l’utilizzo dell’arto durante i movimenti relativi tra i vari segmenti articolari (valgo dinamico, piede pronato/supinato).

Esercizi per migliorare il gesto atletico sport-specifico e il controllo neuromuscolare sono utili per un return-to-sport il meno rischioso possibile, considerando che molti giovani atleti non tornato alla condizione precedente nonostante il miglioramento della sintomatologia.

Ciò può essere anche attribuibile alla scarsa aderenza del paziente al programma terapeutico o a una percezione della condizione alterata rispetto alla funzionalità effettivamente raggiunta a fine trattamento, che, nei casi in cui non dovesse funzionare, precederebbe la scelta dell’intervento chirurgico.

In letteratura sono presenti diverse soluzioni di intervento chirurgico per il trattamento del morbo di Osgood-Schlatter, tra cui la perforazione del tubercolo tibiale, l’escissione del tubercolo, l’incisione longitudinale del tendine rotuoleo e le procedure artroscopiche. Sebbene ci sia un’ottima possibilità di riuscita dell’intervento chirurgico, con una buona percentuale di pazienti che ritorna all’attività sportiva, la probabilità per i pazienti di essere asintomatici non era significativamente diversa tra quelli operati e quelli trattati in modo conservativo.


Conclusione

Il morbo di Osgood- Schlatter è una patologia che può compromettere l’attività di sportiva dei giovani in età puberale e adolescenziale e può portare all’interruzione dell’attività sportiva, con un peggioramento della qualità della vita e del percorso di crescita psico-sociale del paziente.

La gestione conservativa, con l’inserimento dell’esercizio terapeutico al posto dell’immobilizzazione assoluta, potrebbe essere utile per mantenere un’attività psico-fisica del giovane, favorendo la gestione anche degli aspetti psicologici legati all’astensione dallo sport.

Esercizi specifici e mirati possono migliorare la funzionalità dell’arto senza stressare eccessivamente la zona coinvolta, aumentano il controllo neuromuscolare e migliorando il gesto atletico sport-specifico, mirando ad evitare recidive e infortuni futuri.

La malattia di Osgood-Schlatter ha una durata medio-lunga (circa 12-18 mesi, anche se vengono riportati sintomi a distanza di 4 anni), quindi una gestione che incentivi il movimento e non il riposo dovrebbe essere presa in considerazione anche per la prevenzione di altri fattori di rischio legati all’inattività fisica e alla sedentarietà.

Il giovane andrebbe seguito nel suo percorso di cura verso un ritorno all’attività sportiva in sicurezza, cercando di scongiurare l’intervento chirurgico che viene considerato solo se il trattamento conservativo non dovesse essere efficace.

L’approccio invasivo, attraverso varie tecniche chirurgiche, può portare comunque a un buon risultato a livello di ritorno all’attività sportiva, anche se per quanto riguarda la risoluzione dei sintomi riportati dal paziente, non fornisce risultati tanto diversi rispetto al trattamento riabilitativo specifico.


Fonti

Surgical Treatment Outcomes of Unresolved Osgood-Schlatter Disease in Adolescent Athletes Frederick Muncorresponding author 1 and William L. Hennrikus 1 , 2 Orthop J Sports Med. 2019 May; 7(5): 2325967119847978.

Published online 2019 May 28. doi: 10.1177/2325967119847978


Dott. Davide Maria Condoleo

Dott. Davide Maria Condoleo

Fisioterapista con esperienza in ambito ortopedico, neurologico e sportivo, con ottime capacità di lavoro d’equipe.
Competenze nella gestione del paziente post-chirurgico e del paziente con problematiche muscolo-scheletriche.

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