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Sperone Calcaneare: devo operarmi?

Sperone Calcaneare: devo operarmi?

  • 21 January 2021
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Gli speroni calcaneari sono formazioni ossee di dimensioni variabili che si sviluppano a livello del tallone, in particolare dove si inserisce la fascia plantare e i piccoli muscoli del piede. Le cause sono molteplici e tutt’oggi sotto studio, ma le opzioni terapeutiche non chirurgiche sono la prima scelta di trattamento e la guarigione è spesso possibile e completa. Lo scopo di questo articolo è informarti e rassicurarti sul fatto che l’intervento è l’ultima alternativa nella cura di questa condizione e che nella stragrande maggioranza dei casi il trattamento conservativo è la strada migliore da seguire per la risoluzione.


Anatomia del Calcagno

In questo paragrafo cercherò di spiegare, il più semplicemente possibile, come è fatto il calcagno e come si formano gli speroni ai piedi.
Il calcagno è l’osso più voluminoso del piede e forma quello che comunemente chiamiamo tallone. La sua dimensione è strettamente correlata con la sua funzione ovvero la sopportazione del peso del corpo in piedi o mentre si cammina e il trasferimento del carico alle ossa del piede. Ha una forma irregolare ed è articolato, in linea generale, con un osso chiamato “talo” o “astragalo” superiormente e con il “cuboide” anteriormente e lateralmente. Sotto al piede è presente una sorta di legamento che decorre dalla superficie inferiore del tallone fino alle dita del piede e viene chiamato “fascia plantare” o “aponeurosi plantare”. La parte posteriore del calcagno è invece occupata da una sporgenza che accoglie il famoso tendine d’Achille.
Lo “sperone calcaneare plantare” è la formazione ossea che si sviluppa sotto al calcagno dove ha origine la fascia plantare, mentre se si forma nella zona di origine del tendine d’Achille è detta “sperone calcaneare dorsale” o “sperone calcaneare posteriore”.
Ma perchè gli speroni del piede si creano proprio in queste zone? Qui in effetti avviene la trasmissione del carico durante il cammino, la corsa o il salto e sono quindi aree più soggette ad una sollecitazione meccanica importante. Considera queste zone come l’ammortizzatore di un’auto. Quando prendiamo un dosso o una buca l’ammortizzatore si prende carico dell’urto, ma è il suo lavoro dopotutto! Allo stesso modo il tuo organismo reagisce agli urti rilasciando del calcio tra l’osso e la fascia plantare, creando questi speroni calcaneari. E’ un processo lungo, che di solito richiede tempo. E’ importante ricordare questo dato quando si vede una spina retrocalcaneare o uno sperone plantare nella radiografia: si trova lì da molto tempo, ma prima non faceva male.
Lo sperone calcareo può essere classificato per forma e dimensione grazie alla radiografia, anche se è bene sapere che i sintomi non sempre sono correlati con la loro grandezza. La forma e la dimensione sono caratteristiche da tenere in conto ma se vedi nella lastra uno sperone del piede più grande di quello di un tuo conoscente non vuol dire che ti dovrai operare con maggiore probabilità! Hai invece una buona probabilità di diminuire il dolore dopo la fisioterapia e ritornare alla vita di prima.

sperone osseo
Lo sperone calcaneare plantare è la formazione ossea che si sviluppa sotto al calcagno dove ha origine la fascia plantare.

Sperone calcaneare plantare: cause

La prevalenza di sperone osseo nella popolazione si aggira intorno al 15%. Sembrerebbe essere legato in gran parte all’età e al peso, mentre l’incidenza tra uomini e donne non sembra avere grandi differenze tranne che nella spina calcaneare posteriore, maggiormente riscontrata nel genere femminile.
Di solito si ipotizzano vari responsabili per il dolore come l’infiammazione della fascia plantare (la famosa “fascite plantare”), o la forma dell’arco plantare (per esempio in persone che presentano piede cavo o piede piatto), o all’utilizzo di nuove scarpe appena comprate non idonee. Ma allora perché tutti quelli che cambiano scarpe non sentono male? O ancora, perché esistono persone con piedi piatti o cavi che non lamentano sintomi? Forse non sempre la causa è da ricercare solo in un’ipotetica infiammazione. Molto spesso si trovano pazienti con radiografie che presentano speroni calcaneari plantari e dorsali ma che non sentono male!
Come abbiamo detto prima, lo scheletro si adatta per ridistribuire le forze di impatto dal calcagno ai tessuti circostanti. Di conseguenza il costante sovraccarico porta l’organismo a reagire depositando calcio nel tallone. Questo vuol dire che l’osso percepisce il carico, il suo cambiamento e si adatta! A volte, quando al piede è richiesto di lavorare con un carico maggiore rispetto al normale, avviene una sollecitazione troppo grande e non riesce a dissipare efficacemente il carico. Questo porta all’instaurarsi di una sintomatologia dolorosa. Prova a pensare se poco tempo fa hai esagerato con l’attività sportiva, se a lavoro c’è stato un periodo particolarmente duro, se sei stato costretto a camminare molto o stare tanto tempo in piedi…


Sperone calcaneare plantare: sintomi

Come accennato poco sopra, lo sperone osseo calcaneare non sempre è doloroso. A volte si riscontrano pazienti asintomatici con presenza radiografica di speroni dei piedi. Le persone sintomatiche presentano invece:

  • dolore localizzato sotto o dietro al tallone.
  • dolore presente alla palpazione, esacerbato dal carico e attenuato dal riposo.
  • dolore che spesso si presenta al mattino o quando si ricomincia a camminare dopo essere stati seduti o stesi per molto tempo.

Nei casi di alta irritabilità si può avere difficoltà anche nei gesti più semplici, come mettersi le scarpe al mattino, per questo è da considerarsi una patologia di forte impatto nella vita delle persone che ne soffrono.


Sperone osseo piede: terapia

La cura per lo sperone calcaneare si basa quasi esclusivamente su un approccio di tipo conservativo. E’ fondamentale una prima valutazione eseguita dal fisioterapista per identificare la possibile causa del problema e valutare il contesto di insorgenza del dolore, l’andamento di quest’ultimo durante la giornata e la sua intensità. Tra le terapie per lo sperone calcaneare troviamo:

  • i farmaci, soprattutto antidolorifici e antinfiammatori. E’ utile ricordare che non sempre questa patologia è legata a una condizione prettamente infiammatoria. Quindi non devi scoraggiarti se dopo la prescrizione di un farmaco il dolore non cambia o se i risultati non sono quelli sperati.
  • l’uso del plantare per lo sperone calcaneare, un cuscinetto posto a livello del tallone utile per assorbire l’urto durante il cammino. Ridistribuendo il carico dalla porzione posteriore del calcagno a quella intermedia del piede e all’alluce, il rialzo aiuta a diminuire il dolore. È necessario considerare il plantare come un alleato non come una cura vera e propria.
  • la fisioterapia. È importante iniziare, insieme alla supervisione del proprio fisioterapista, un programma di allenamento al carico per dare al tallone un nuovo grado di sopportazione delle sollecitazioni meccaniche durante le attività sportive e lavorative. La fisioterapia può comprendere anche terapia manuale, sempre per alleviare i sintomi nel breve termine, e terapie fisiche come laser o onde d’urto.
  • infiltrazioni di corticosteroidi, nel caso in cui gli altri trattamenti non abbiano giovato.

L’intervento chirurgico si basa sulla rimozione del frammento osseo in eccesso. È una strada percorribile solo in casi davvero estremi, ovvero quando il trattamento conservativo, la fisioterapia, il carico graduale, i farmaci, le infiltrazioni non abbiano ottenuto il risultato desiderato anche dopo 12 mesi. E’ bene comunque sapere che esiste anche questa strada nel caso remoto in cui non si sia riusciti a trovare una soluzione. La fisioterapia gioca un ruolo fondamentale anche dopo l’intervento, ripristinando il range articolare, la forza muscolare, l’adattamento progressivo al carico.

sperone calcaneare cura
La fisioterapia gioca un ruolo fondamentale nel trattamento del dolore alla pianta del piede.

Conclusione

Ora sai che il dolore al tallone non sempre è dovuto alla sola presenza di spine calcaneari plantari. Il tuo fisioterapista saprà informarti sul problema e farti comprendere che non sempre è colpa solo della fascia infiammata o del piede cavo, ma anche di un sovraccarico che ha portato il piede a eccedere la capacità di lavoro che poteva sopportare. In quest’ottica puoi comprendere che cercare di eliminare  lo sperone del piede con l’operazione chirurgica non è mai la prima scelta da seguire. Una buona valutazione con il proprio fisioterapista di fiducia è la chiave per l’inizio di un giusto trattamento che tenga conto della persona e delle sue abitudini, non solo delle radiografie.


Fonte


Dott.ssa Andrea Vernocchi

Dott.ssa Andrea Vernocchi

Mi sono laureata in Fisioterapia presso l’Università di Bologna nel 2017.

Da tre anni collaboro come libera professionista in uno studio di fisioterapia a Forlì, lavorando prevalentemente con pazienti con disturbi di tipo neuro-muscolo-scheletrico e ortopedico. Sono disponibile anche per sedute fisioterapiche a domicilio.

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