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Trigger point trapezio

Trigger point trapezio

  • 15 March 2023
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I trigger point del muscolo trapezio, conosciuti anche come punti trigger, noduli o nodi muscolari, sono tra i più comuni in molte disfunzioni muscolo-scheletriche che riguardano il quadrante superiore del corpo. Il muscolo è diviso funzionalmente e anatomicamente in superiore, medio ed inferiore. Le fibre superiori si estendono dall’occipite alla clavicola e compiono dei movimenti di elevazione della scapola, lateroflessione e rotazione della colonna cervicale. Le fibre medie si estendono dal tratto cervico-dorsale della colonna vertebrale all’acromion della scapola e compiono la retrazione della scapola. Le fibre inferiori si estendono dal tratto dorsale della colonna vertebrale fino alla spina della scapola e compiono l’abbassamento della scapola. I trigger point più riscontrabili tra la popolazione generale si trovano nella porzione superiore del trapezio, tuttavia altri punti trigger presenti nelle fibre medie ed inferiori possono essere causa di dolore. Considerando ciò i trigger point del trapezio possono contribuire e perpetuare il dolore di spalla, del collo e della testa.

In questo articolo cercherò di spiegarti cos’è un trigger point, quali sono i sintomi legati al trigger point del muscolo trapezio e quali possono essere i modi per trattarli.

anatomia trigger point trapezio

Cos’è un trigger point?

I punti trigger miofasciali, descritti per la prima volta nel 1983 da Travell e Simons, sono considerati delle aree ipersensibili presenti nei fasci muscolari.

Spesso ci si accorge di sentire sotto le mani dei noduli o nodi che producono dolore localizzato e/o riferito ad altre strutture se stimolati con il tatto o spontaneamente. I punti trigger possono essere ulteriormente differenziati come attivi o latenti. I punti trigger attivi riproducono i sintomi del paziente, mentre quelli latenti non lo fanno, questi ultimi possono successivamente diventare attivi. I punti trigger sia attivi che latenti possono causare squilibri muscolari, debolezza, riduzione del movimento di una articolazione e segni autonomici come gonfiore e aumento della temperatura locale.


Trigger point trapezio: sintomi

Si possono trovare svariati trigger point nel muscolo trapezio. Alcuni trigger point contribuiscono al dolore di spalla, altri trigger point al dolore di collo e testa. I loro sintomi sono dolore locale e/o riferito in varie regioni che non seguono tipiche distribuzioni nervose cosi da escludere patologie a carico del sistema nervoso.

I trigger point del trapezio superiore possono irradiare dolore dalla nuca fino alla zona superiore dell’orbita oculare dello stesso lato tale da formare una sorta di cresta di gallo.

I trigger point del trapezio medio ed inferiore possono irradiare dolore dalla base del collo o superiormente alla scapola intorno all’acromion o alla zona deltoidea.


Trattamento Trigger Point trapezio

Esistono vari modi per trattare questi fastidiosi punti:

  • Compressione ischemica:comporta l’allungamento del muscolo fino a dove inizia il disagio e quindi l’applicazione di una pressione verticale con il pollice sul punto trigger. Durante questa procedura, si può cambiare la direzione della pressione per risultati migliori. La compressione deve durare almeno 30 secondi senza superare il limite di tolleranza del dolore del paziente. La compressione ha lo scopo di fermare il flusso sanguigno localmente, per ripristinare il flusso sanguigno al tessuto interessato dopo il suo rilascio. Questa tecnica aiuta a fornire nutrienti ai tessuti e accelera il recupero.
  • Dry needling: quando l’ago penetra nel muscolo interessato, causa una contrazione muscolare automatica locale chiamata effetto contrazione, ed è considerata un riflesso spinale. La contrazione locale allunga le fibre muscolari, con conseguente rilassamento muscolare. In questo modo, i punti trigger si disattivano, la circolazione capillare è ripristinata e ciò aumenta l’apporto di ossigeno e sostanze nutritive nei tessuti.
  • Gestione dello stress: Gli stimoli stressanti sui pazienti devono essere riconosciuti ed eliminati. Questi stimoli influenzano la percezione del paziente correlata allo stimolo doloroso, rinforzando la risposta fisiologica. Potrebbe essere necessario insegnare a gestire al meglio situazioni che suscitano stress, per esempio migliorare le abilità sociali di comunicazione e sviluppare nuove strategie di risoluzione dei problemi.
  • Meditazione: La meditazione contribuisce al rilassamento mentale, abbassa i livelli di cortisolo, diminuisce l’attività simpatica e attiva le aree del cervello responsabili della regolazione delle emozioni. Poiché la meditazione ha un effetto sulla percezione del dolore, sulla qualità del sonno e sul sistema nervoso simpatico, sembra ragionevole ipotizzare che possa controllare il dolore creato dai trigger point.
  • Esercizio terapeutico: L’esercizio aumenta il flusso di sanguigno ai muscoli, drena i marcatori pro-infiammatori e apporta risorse metaboliche, facilitando la disattivazione dei trigger point. Tuttavia, l’esercizio dovrebbe essere combinato con altri trattamenti come il rilascio miofasciale e/o il dry needling per essere più efficiente.
  • Ergonomia: Stare attenti al carico che il nostro corpo sostiene durante il giorno è un accorgimento importante per non irritare i trigger point. Cambiare postura ogni ora potrebbe contribuire a diminuire questo rischio se si svolgono dei lavori sedentari prolungati. Fare delle pause durante delle azioni che richiedono ripetutamente la contrazione del trapezio (come lavare, pulire a terra, alzare ripetutamente il braccio al di sopra della testa) soprattutto quando si inizia ad avvertire tensione al collo è un altro modo.                      
  • Terapia farmacologica e iniezioni: I rilassanti muscolari come la tizanidina sono efficaci nella sindrome miofasciale da trigger point. Tuttavia dovrebbe essere prescritta con attenzione a causa degli effetti collaterali come debolezza e sonnolenza. In pazienti con trigger point miofasciali e concomitante diagnosi di depressione i farmaci triciclici apportano effetti antidepressivi, effetti antalgici e migliorano la qualità del sonno. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) possono ridurre il dolore. Gli oppioidi, come il tramadolo, possono essere utili in combinazione con i FANS per alleviare il dolore. L’iniezione del trigger point può fornire il massimo sollievo dal dolore e facilitare la terapia strecht and spray. Il numero di iniezioni necessarie dipende dalle condizioni del paziente. L’iniezione di lidocaina migliora i sintomi. Le iniezioni di anestetici, di tossina botulinica A, corticosteroidi o diclonefac sono usate ma possono provocare intossicazione muscolare.
trattamento trigger point trapezio
Esempio di trattamento con compressione ischemica

Conclusioni

I trigger point del muscolo trapezio sono presenti in molte problematiche di dolore acuto e/o cronico: dall’impingement di spalla, alla cervicalgia, al colpo di frusta fino ai vari tipi di mal di testa come l’emicrania, la cefalea cervicogenica o la cefalea mio-tensiva. Oltre i trattamenti proposti è bene tenere in considerazione che tenere una posizione prolungata nel tempo può contribuire ad autoalimentare il trigger point, scaricando dolore noioso e fastidioso su di noi. Essere a conoscenza e trattare/autotrattare tali punti può contribuire a migliorare la tua qualità di vita. Un fisioterapista potrebbe fare al caso tuo per gestire tale problematica.


Bibliografia

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