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Lombocruralgia: ecco come guarire velocemente

Lombocruralgia: ecco come guarire velocemente

  • 10 April 2021
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La lombocruralgia è una delle patologie più diffuse al mondo. La maggior parte delle persone ha sicuramente sentito parlare o ha sofferto almeno una volta di Lombosciatalgia o di Sciatica…ma quanti invece conoscono la meno famosa Lombocruralgia? Anche se i nomi possono sembrare simili e le due condizioni possono essere accomunate da alcuni fattori, in realtà vi sono delle  grandi differenze sia a livello di terminologia sia per quanto riguarda la localizzazione dei sintomi. In questo articolo cercheremo di capire cosa si intende per Lombocruralgia, quali sono le cause, i principali sintomi, in cosa differenzia con la Lombosciatalgia e le principali strategie di trattamento, soprattutto  illustreremo  quali sono gli esercizi più utili che possono essere svolti per la gestione dei sintomi.


Lombocruralgia: cos’è?

Con il termine Lombocruralgia o Cruralgia, intendiamo un dolore irradiato lungo il decorso del Nervo Crurale (o Femorale) che può colpire la parte anteriore della coscia fino alla parte interna della gamba con o senza dolore a livello lombare. Prima di capire meglio la sintomatologia di questa condizione clinica, risulta necessario approfondire il decorso di tale nervo. Il Nervo Femorale infatti, è il ramo principale del plesso lombare , origina dal midollo spinale a livello delle radici nervose L2-L3,L3-L4, attraversa le fibre del muscolo  Grande Psoas ,passa sotto il legamento inguinale per raggiungere la coscia e termina prossimalmente al ginocchio.  E’  un nervo misto in quanto fornisce motricità a livello anteriore della coscia (flessori d’anca ed estensori di ginocchio)  e sensibilità a livello della coscia antero-interna del ginocchio, della gamba mediale e del piede. Chi soffre di Cruralgia, erroneamente  può pensare di soffrire di Sciatica probabilmente per alcuni fattori che entrambe le condizioni hanno in comune come le cause o la tipologia dei sintomi che vedremo dopo. In realtà la localizzazione dei sintomi è diversa ,proprio perchè in caso di Lombosciatalgia abbiamo un dolore irradiato lungo il decorso del Nervo Sciatico (radici L4-L5), per interessamento di quest’ultimo, dal gluteo alla parte posteriore della coscia e postero-laterale della gamba, fino alla caviglia; a differenza della Lombocruralgia, dove  abbiamo appunto un interessamento del Nervo Femorale e quindi avremo dei sintomi essenzialmente lungo il suo decorso (come descritto sopra). La Lombocruralgia, inoltre, colpisce soprattutto i soggetti più anziani, può essere colpito  l’arto destro o sinistro (si parlerà di Lombocruralgia destra o sinistra) o entrambi (in questo caso si parlerà di Lombocruralgia bilaterale).


Lombocruralgia: cause

Quali possono essere le cause per cui si può avere una infiammazione del Nervo Femorale con i vari sintomi che ne derivano? Tra le cause più comuni abbiamo :

-ernia del disco intervertebrale;

-canale lombare ristretto (stenosi foraminale);

-conflitto tra un muscolo (psoas, iliaco) e il nervo;

-nei casi più gravi possiamo avere la presenza di un  tumore, metastasi ossee o ematoma del muscolo Psoas.


Lombocruralgia: sintomi 

Quali sono i sintomi che possono ricondurre ad una Lombocruralgia? Generalmente i pazienti , a seconda della gravità, possono riferire:

– dolore di tipo “ bruciante” o a “ scossa elettrica” che può partire o meno a livello lombare,  sul fianco fino al  lato esterno del gluteo

– dolore che può irradiarsi anteriormente a livello inguinale, sulla parte anteriore e interna della coscia, gamba  fino alla parte interna del piede (dipende dal dermatomero colpito). 

-una sensazione di formicolio e intorpidimento

-perdita o riduzione della sensibilità

-perdita  o riduzione della forza muscolare (quadricipite femorale)

-perdita o riduzione del riflesso rotuleo


Lombocruralgia: diagnosi

La diagnosi di lombocruralgia si basa essenzialmente sulla clinica ossia il fisioterapista specializzato attraverso la raccolta anamnestica e l’esame fisico è in grado di valutarla e trattarla adeguatamente  dopo aver escluso l’eventuale presenza di segni e sintomi che possono ricondurre ad una patologia grave. Durante il colloquio con il paziente infatti, il fisioterapista indagherà  come è insorto il dolore, la tipologia e l’intensità dei sintomi, la loro localizzazione, andrà a valutare e ad escludere quindi  altri distretti (come l’anca) che possono  produrre dei  sintomi simili .

Possono essere effettuati dei test provocativi come il Test di Wasserman (o segno di Lasègue inverso chiamato anche Femoral Stretch Test) nella quale il fisioterapista ,stabilizzando il bacino del  paziente (il quale si trova in posizione prona sul lettino), andrà a sollevare la coscia di quest’ultimo con il ginocchio flesso  o il Femoral Slump Test nella quale il paziente è posto in decubito laterale; entrambi servono per andare a valutare la meccano-sensitività del Nervo Femorale. Tali test risultano positivi se riproducono i sintomi del paziente ( a livello gluteo, lombare, inguinale, anteriormente a livello della coscia o del ginocchio) e se tali sintomi si modificano con la differenziazione strutturale (al contrario, i sintomi rimangono invariati  quando abbiamo un coinvolgimento muscolare anziché nervoso). Inoltre il fisioterapista può effettuare anche un esame neurologico per andare a testare eventuali perdite di sensibilità, forza o riflessi che possono indicare una eventuale perdita di funzione del nervo stesso. In base alla valutazione e all’irritabilità dei sintomi, il fisioterapista deciderà se il paziente  debba essere inviato ad uno specialista per abbinare un adeguato approccio farmacologico in associazione al trattamento fisioterapico. Per quanto riguarda le indagini strumentali, come per la Lombosciatalgia, non è sempre necessario eseguirle in quanto sappiamo come queste non mostrano il dolore del paziente ed inoltre vi sono molti soggetti che pur avendo delle anomalie strutturali come ad esempio un’ernia del disco, visibile alla Risonanza Magnetica, sono del tutto asintomatici.


Lombocruralgia: trattamento fisioterapico

Hai scoperto di soffrire di Lombocruralgia e ti hanno detto che l’unica soluzione  è  l’ intervento chirurgico? Non è sempre cosi! Come può aiutarti il fisioterapista specializzato?  Vediamo insieme quali possono essere le cure e i rimedi. Attraverso la terapia manuale infatti, il fisioterapista è in grado di alleviare  quei fastidiosissimi dolori che avverti alla schiena e/o lungo la gamba andando inoltre ad eseguire delle mobilizzazioni del Nervo Femorale grazie a delle tecniche di Neurodinamica in abbinamento a degli esercizi specifici (tenendo sempre in considerazione l’irritabilità dei sintomi) che possono essere insegnati al paziente ,il quale potrà eseguirli  anche a domicilio in autonomia. Vediamo nel dettaglio di quali esercizi si tratta.


Lombocruralgia: esercizi 

Quali possono essere i rimedi  e le cure in caso di Lombocruralgia? Come detto in precedenza, essendo principalmente interessato il Nervo Femorale, bisognerà effettuare degli esercizi che mettano in tensione ,in maniera progressiva, tale nervo. Una volta passata la fase acuta, è possibile assegnare  al paziente come esercizio ad esempio il Femoral Slump ( test che il fisioterapista utilizza in fase di valutazione che mette in tensione  il Nervo Femorale) nella quale il paziente, attraverso un movimento del ginocchio o dell’anca, insieme al movimento  o meno della testa favorirà lo scorrimento del nervo all’interno della sua guaina. Cerchiamo di capire quale può essere una corretta progressione di questo esercizio senza andare ad irritare eccessivamente il nervo.

  • In una prima fase: il paziente, in piedi, sostiene con una mano la gamba interessata (piegando il ginocchio)  muovendo contemporaneamente quest’ultima e il collo allo stesso modo ( ad esempio  entrambe in flessione ) dalle 10 alle 15 ripetizioni;
  • In una seconda fase: il paziente, in piedi, sostiene con una mano la gamba interessata (piegando il ginocchio), muovendo contemporaneamente quest’ultima e il collo in maniera diversa (ad esempio il collo in flessione e l’anca in estensione o viceversa ossia il collo in estensione e l’anca in flessione) dalle 10 alle 15 ripetizioni.
  • In una terza fase: il paziente, in piedi, sostiene con una mano la gamba interessata (piegando il ginocchio), muovendo contemporaneamente quest’ultima e il collo in direzione opposta per mettere ancora più in tensione il nervo (ad esempio muovendo il collo e l’anca entrambi in estensione) dalle 10 alle 15 ripetizioni.

Conclusioni

Pensi di avere una infiammazione al Nervo Crurale e non sai cosa fare? Affidati ad un fisioterapista specializzato che saprà valutare adeguatamente la tua condizione in base ai sintomi, ed inoltre attraverso delle tecniche di terapia manuale  e di esercizio terapeutico volte essenzialmente al trattamento del Nervo Femorale, sarà in grado di gestire i tuoi sintomi in modo tale da poter tornare alle normali attività di vita quotidiana e sportiva che hai dovuto interrompere a causa di questo fastidiosissimo disturbo!


Fonte

Lai WH, Shih YF, Lin PL, Chen WY, Ma HL. Normal neurodynamic responses of the femoral slump test. Man Ther. 2012 Apr;17(2):126-32. Epub 2011 Nov 6. PMID: 22056894.

Sierra-Silvestre E, Bosello F, Fernández-Carnero J, Hoozemans MJM, Coppieters MW. Femoral nerve excursion with knee and neck movements in supine, sitting and side-lying slump: An in vivo study using ultrasound imaging. Musculoskeletal Science & Practice. 2018 Oct;37:58-63.


Dott.ssa Jessica Cammareri

Dott.ssa Jessica Cammareri

Fisioterapista, OMPT. Specializzata nella gestione dei disturbi muscolo-scheletrici. Ha conseguito il titolo OMPT (Orthopaedic Manipulative Physical Therapist) frequentando il Master in Terapia Manuale applicata alla Fisioterapia presso l’Università di Roma Tor Vergata. Svolge attività in libera professione a Palermo presso MET-Studio di Fisioterapia e Marsala (TP) presso lo Studio Cammareri.

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