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Operazione menisco: Intervento e riabilitazione post operatoria

Operazione menisco: Intervento e riabilitazione post operatoria

  • 2 February 2021
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L’operazione al menisco, è uno degli interventi ortopedici più comunemente eseguiti in caso di rottura del menisco, soprattutto del menisco mediale. Può prevedere l’asportazione di una parte o del totale del menisco lesionato (meniscectomia) o la riparazione del menisco rotto. In entrambi i casi la riabilitazione gioca un ruolo importante per il recupero post-intervento. Nei prossimi capitoli cercheremo di fare un po’ un quadro su cosa sono i menischi, quali sono le possibili lesioni meniscali e come vengono trattate, parlando delle possibili operazioni al menisco (come l’artroscopia al ginocchio), della riabilitazione al menisco che ne segue e dei tempi di recupero da un menisco rotto.


Menisco: cos’è?

Per poter capire al meglio le tipologie di operazione al menisco e la riabilitazione conviene fare un breve accenno all’anatomia del menisco e alla sua funzione.

I menischi sono due cuscinetti fibrocartilaginei posti all’interno dell’articolazione, tra femore e tibia, uno medialmente (menisco mediale) e uno esternamente (menisco laterale), ancorati alla tibia a livello delle corna anteriore e posteriore del piatto tibiale. Visti in sezione hanno una forma triangolare, più spessa esternamente.

Il bordo esterno è anche l’unico ad essere vascolarizzato direttamente, per circa 1/3 della dimensione del menisco (area chiamata zona rossa, in contrapposizione alla parte interna, la zona bianca, non vascolarizzata): i menischi sono infatti per la maggior parte privi di vascolarizzazione, fattore che impedisce, tra le altre cose, una guarigione simile a quella di altre strutture. Il menisco mediale ha una forma simile a una mezzaluna e stringe rapporti anche con il legamento collaterale mediale, che gli da maggiore stabilità. Il menisco laterale, invece, ha una forma più simile ad un ferro di cavallo, ed è caratterizzato da maggior mobilità. I menischi non sono immobili, ma si spostano quando muoviamo il ginocchio: quando lo pieghiamo si spostano indietro, mentre durante l’estensione si spostano anteriormente.

Anatomia dei menischi

I menischi hanno diverse funzioni:

  • Stabilizzazione dell’articolazione: i menischi sono presenti in quelle articolazioni in cui la superficie articolare delle due ossa non è congruente. La loro presenza aumenta quindi la congruenza tra i capi ossei, dando maggior stabilità all’articolazione.
  • Distribuzione del carico: aumentando la superficie di contatto tra le ossa, i menischi permettono al peso del corpo di distribuirsi in modo più omogeneo su tutta la superficie del piatto tibiale. Se questo non accadesse e il peso si scaricasse tutto su un solo punto, quel punto verrebbe troppo caricato e rischierebbe di andare incontro a degenerazione precoce.
  • Ammortizzamento del carico e riduzione dell’attrito: spostandosi insieme ai capi ossei, i menischi garantiscono una riduzione delle forze d’attrito sull’articolazione.
  • Nutrimento dell’articolazione: favoriscono la distribuzione di sostanze nutrienti e liquido sinoviale all’interno dell’articolazione

Lesioni al menisco 

Prima di addentrarci nella descrizione dell’intervento al menisco è importante descrivere quali possano essere i meccanismi traumatici, i tipi di lesione al menisco e sintomi legati alla rottura. 

Le rotture al menisco possono essere di diversi tipi, in base alla forma e alla localizzazione della lesione. Secondo la localizzazione della rottura, possono essere divise in:

  • Lesioni del corno anteriore
  • Lesioni del corno posteriore
  • Lesioni del corpo del menisco

In base, invece, alla forma della rottura possiamo avere lesioni:

  • Orizzontali
  • Radiali
  • Longitudinali
  • A flap meniscale (in cui un frammento del menisco è instabile)
  • A manico di secchio (in cui una porzione del menisco si “stacca e ribalta”, creando un blocco all’interno dell’articolazione

Le lesioni più leggere sono quelle che orizzontali, che coinvolgono la parte più esterna, la zona rossa, che essendo maggiormente vascolarizzata ha possibilità di rimarginazione. Le lesioni più gravi sono, invece, quelle che coinvolgono la zona bianca, non vascolarizzata, o quelle che comportano un frammento intra-articolare e un blocco al movimento del ginocchio.

Tipi di lesioni meniscali

Lesione al menisco: Meccanismi traumatici 

Il meccanismo lesionale del menisco è generalmente dato da una compressione a livello del ginocchio e da una forza di taglio applicata tra femore e tibia. Nei giovani è causata tipicamente da un movimento rotatorio in carico a ginocchio flesso. Questo traumatismo spesso comporta una lesione a manico di secchio. Le lesioni traumatiche sono nel 72-73% dei casi al menisco mediale, nel 15-19% dei casi al menisco laterale e nel 8-13% dei casi bilaterali e sono generalmente verticali o oblique.

Oltre i 40 anni, invece, sono più frequenti lesioni orizzontali, legate alla degenerazione: in casi di degenerazione importante, i sintomi possono insorgere e aumentare gradualmente o presentarsi in seguito a un movimento semplice e quotidiano, come alzarsi dalla posizione accovacciata o uscire dalla macchina.


Menisco rotto: Sintomi

I principali sintomi di una rottura del menisco mediale o una rottura del menisco laterale sono:

  • Dolore a livello della rima articolare (mediale o laterale)
  • Dolore e limitazione negli ultimi gradi di flessione del ginocchio
  • Gonfiore
  • Dolore e limitazione negli ultimi gradi di estensione del ginocchio
  • Presenza di crepitii e rumori articolari
  • Infiammazione del menisco

È importante sottolineare come però “lesione meniscale” e “dolore meniscale” siano diversi e non sempre vadano di pari passo: infatti, in circa il 30% delle persone con più di cinquant’anni senza dolore al ginocchio è comunque presente una lesione meniscale visibile alla RMN, mentre nel 20% circa dei casi di pazienti con sintomi meniscali in realtà non è presente una lesione alla RMN. Quindi, come per le altre patologie muscolo-scheletriche, bisogna sempre unire una buona valutazione fisioterapica all’analisi delle bioimmagini del ginocchio.


Interventi menisco: iter chirurgico

Prima di entrare nel dettaglio dell’intervento al menisco, spieghiamo in breve quali sono i criteri per cui una lesione meniscale debba avere un trattamento chirurgico:

  • Paziente con meno di 50 anni o con meno di 60 ma atleticamente attivo
  • Lesione concomitante dei legamenti del ginocchio
  • Lesione della zona rossa facilmente riparabile e riducibile
  • Lesione che causa un blocco articolare al ginocchio
  • Meccanismo traumatico importante
  • Fallimento del trattamento conservativo

Gli interventi al menisco possono essere di due tipi: di asportazione o pulizia del menisco rotto (meniscectomia) o di riparazione della lesione. Entrambi i tipi di operazione al menisco vengono solitamente eseguiti in artroscopia.  L’artroscopia del menisco mediale o laterale prevede un’anestesia locale e viene effettuata inserendo una microcamera e degli strumenti chirurgici microscopici attraverso delle piccole incisioni cutanee. Solitamente l’operazione al menisco dura circa dai 20-30 minuti. L’intervento di riparazione del menisco consiste nella cucitura (sutura) della lesione al menisco. Quando possibile, dovrebbe sempre essere preferito alla meniscectomia, in quando permette la conservazione del menisco e, quindi, di tutte le sue funzioni, ma purtroppo non sempre può essere applicato: è attuabile solo per le lesioni che coinvolgono la zona rossavascolarizzata, solo cioè alcune lesioni orizzontali e longitudinali.

La meniscectomia artroscopica del menisco invece consiste nella rimozione della parte lesionata del menisco (meniscectomia parziale o selettiva) o di tutto il menisco rotto (meniscectomia totale). Questo tipo di intervento si usa per le lesioni della zona bianca, per le lesioni più complesse e non riparabili e quando l’intervento di riparazione fallisce.

Come già detto, la rimozione completa del menisco comporta la perdita di tutte funzioni importanti per l’articolazione che svolgeva. Per tale motivo, soprattutto sulle persone anziane e per le lesioni degenerative, a volte è più opportuno conservare il menisco, anche se rotto, e continuare con la fisioterapia. 


Riabilitazione menisco: cosa fare?

La riabilitazione dopo l’operazione al menisco mediale o laterale deve avere come obiettivi il completo recupero delle attività funzionali del paziente: per tale motivo, è importante affidarsi a un fisioterapista laureato, che sappia valutare il singolo caso e programmare un percorso riabilitativo specifico in base alle limitazioni e alle richieste di ogni paziente.

Il programma riabilitativo deve basarsi su:

  • Recupero flessibilità e articolarità del ginocchio
  • Incremento della forza
  • Recupero di equilibrio e coordinazione muscolare
  • Recupero dei gesti e movimenti sport specifici

La riabilitazione deve quindi essere principalmente strutturata tramite esercizi attivi, eseguiti sia con supervisione di un fisioterapista, che a casa: nel prossimo capitolo vedremo quali strategie di esercizio sono le più usate ed efficaci.

riabilitazione menisco

Esercizi post operazione menisco

Gli esercizi post intervento al menisco mediale o laterale a seguito di una rottura del menisco o meniscosi, non possono essere standardizzati in un protocollo, in quanto dipenderanno molto da alcuni fattori come: età del paziente, tipo di lesione e intervento, condizione fisica, eccetera. Possiamo però provare a dividere gli esercizi in diverse fasi, la cui durata dipenderà da caso a caso:

  1. Esercizi di mobilità articolare, esercizi di rinforzo della muscolatura dei distretti vicini ed esercizi isometrici di quadricipite e ischiocrurali. In questa prima fase è importante recuperare la mobilità e migliorare il reclutamento muscolare della zona.
  2. Esercizi di rinforzo di quadricipite e ischiocrurali in catena cinetica aperta e chiusa. Progredire gradualmente, partendo da esercizi che evitano le posizioni più provocative (come il massimo accovacciamento).
  3. Progredire con gli esercizi iniziati, introdurre esercizi pliometrici e funzionali, fino al recupero di tutti i movimenti provocativi.
  4. Recupero del gesto specifico dello sport e ritorno in campo.

Come già spiegato, la progressione da una fase all’altra è individuale e deve essere valutata da un fisioterapista.


Operazione menisco: tempi di recupero 

In caso di rottura del menisco i tempi di recupero possono variare in base al tipo di lesione, all’intervento al menisco e in caso di sintomi post operatori come l’infiammazione al menisco.

Normalmente, un intervento di sutura a un menisco rotto richiede tempi di recupero maggiori, per permettere la riparazione della ferita e proteggere la zona: si dovranno evitare i movimenti in flessione oltre i 90° nel primo mese e il ritorno all’attività sportiva sarà possibile non prima di 6 mesi.

Riguardo alla meniscectomia, in una lesione del menisco mediale i tempi di recupero sono più brevi: il carico è concesso fin dai primi giorni e non ci sono limitazioni all’articolarità. La riabilitazione può procedere velocemente e il ritorno in campo può avvenire già dalla quarta settimana. Per un intervento in artroscopia del menisco laterale, i tempi di recupero invece di allungano: solitamente l’ortopedico concede carico progressivo a tolleranza per le prime tre settimane e il ritorno in campo avviene normalmente dopo circa 2 mesi


Fonti


Dott. Daniele Sacchi

Dott. Daniele Sacchi

Fisioterapista OMPT, ho frequentato l’Università degli studi di Milano e il Master in riabilitazione muscolo-scheletrica presso l’Università di Genova, campus di Savona.
Faccio parte della Società InLAB Riabilitazione ed effettuo trattamenti fisioterapici e di idrokinesiterapia nei comuni di Cesano Maderno, Seregno, Giussano e limitrofi.
Disponibile per trattamenti in studio, piscina, palestra e a domicilio.

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